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Mozzarella di bufala Dop
Una "regina" campana a Firenze

Pubblicato il 27 febbraio 2012 | 16:02

La Mozzarella di bufala campana Dop è stata una tra i più importanti protagonisti della grande festa dell’Enogastronomia. Dall’aperitivo alla cena, fino a un divertente gioco finale la mozzarella campana Dop


Le sontuose sale del primo piano di Palazzo Borghese hanno ospitato la grane festa dell'Enogastronomia, organizzata da Italia a Tavola, Confcommercio Toscana e Fipe Toscana, in cui sono stati premiati in cui sono stati premiati i Personaggi dell'anno 2011 Davide Paolini (nella foto, terzo da sinistra), Rosanna Marziale (nella foto) e Alessandro Scorsone (nella secondo, da destra) e consegnati gli speciali Award 2011.

In snodato percorso, camminamento vorremmo chiamarlo, già balzavano ai sensi, gioioso tripudio procurando, eccellenti preparazioni. In bella mostra di sé, grazie al grande contributo dell'eponimo consorzio, la porcellana bianca, ovvero la Mozzarella di Bufala Campana Dop. Presenti il presidente Domenico Raimondo (nella foto, a sinistra) e il direttore Antonio Lucisano (nella foto, a destra).



Nella sua naturale postura di street food, e sennò perché la mozzarella, se non per renderla adatta a essere mordicchiata dai pellegrini nei loro tragitti mistici, la Mozzarella di bufala Campana Dop era presente tal quale e nella sua versione affumicata, altrimenti, ma impropriamente, detta anche provola. Inoltre, anch'essa di Dop potendosi fregiare, era presente anche la Ricotta di Bufala Campana Dop.

Successo vistoso per quanto gradita, per quante reiterate sono state le visite alla postazione, sovente a varianza di vino in appoggio. Ancor più eclatante e quasi innesco di allegro incidente di percorso, il successo della Mozzarella di Bufala Campana Dop durante la cena di gala.

I vertici del Consorzio hanno posto in visione una 'palla” da 4 kg, sorta di anteprima di quello che diverrà formato ufficialmente contemplato nel capitolato Dop (ad oggi, perciò non ancora ufficialmente Dop). Raimondo e Lucisano hanno dichiarato che tale formato di mozzarella perverrà in dono ai premiati della serata nel giorno del loro compleanno, ovviamente freschissima. E perciò, tra i destinatari di questa bomba da 4 kg, c'è anche Rosanna Marziale, patron e chef del ristorante Le Colonne, a Caserta.

Rosanna alla mozzarella, come dire, da del 'tu”. Sa lavorarla con il suo talento creativo e la sua necessaria tecnica. Ne sortiscono piatti sorprendenti.

Ad Annie Feolde dell'Enoteca Pinchiorri, presente in sala è stato garbatamente richiesto di fungere da estemporanea madrina del prodotto. Si trattava, come dire, di varare questa palla di mozzarella e di farne assaggio collettivo. La Feolde si accingeva al taglio della palla, allorquando… assalto! E come altrimenti definire quanto rocambolescamente occorso negli istanti successivi al… varo, ovvero al taglio della palla. Dai tavoli più vicini prima, e poi anche dai più lontani, agitati andirivieni per procurarsi l'ambita fetta di questo capolavoro caseario che è la Mozzarella di bufala campana Dop.

Foto: Giulio Ziletti


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COMMENTI

02/03/2012 18:12:00
3) Problemi veri da affrontare subito
Questa volta, e vi assicuro capita di rado con Lupini,ho avuto l'impressione,leggendo il suo editoriale, che il Direttore non avesse più niente da dire,o forse più probabilmente che fosse stanco di trattare il tema per l'inutilità di spingere all'ascolto istituzioni ai diversi livelli decisionali e anche operatori del settore. Non chiedo e non voglio che questa voce on line diventi uno dei tanti "grilli parlanti" o "saputelli" dei media, ma se non ci cominciamo a porci domande ed organizzarci per il dopo la fine di questa legislatura, i problemi del Paese si ripresenteranno tutti in modo più grave.


02/03/2012 11:38:00
2) Il ruolo nuovo del ristoratore moderno
Le scrivo perché leggo sempre con particolare interesse i suoi editoriali che condivido. In particolare l'ultimo "Verità, qualità e salute nel piatto. La ristorazione può avere un futuro". Ho la fortuna di lavorare al progetto Conosci il tuo pasto (www.conosciiltuopasto.it), una certificazione (accreditata) progettata dall'Istituto mediterraneo di Certificazione (Imc) di Senigallia (An) dedicata alla ristorazione che mira a ripristinare il legame tra agricolture locali di qualità e ristorazione e contemporanemante coinvolgendo i consumatori a livello di trasparenza e garanzia.

Anche perché se vent'anni fa veniva servita la bistecca con l'insalata oggigiorno nel menu non basta scrivere tagliata di manzo su letto di rucola o proposte "fuoco d'artificio". I metodi di coltivazione e di allevamento (inclusa l'acquacoltura) si sono diversificati negli ultimi decenni, le qualità sono diventate molteplici e in molti casi regolamentate a livello comunitario come l'agricoltura biologica, le Indicazioni geografiche protette e le Denominazioni di origine protetta. Ci sono le agricolture a basso impatto ambientale, disciplinari regionali e comunali per prodotti locali, disciplinari privati per produzioni artigianali… E poi ci sono agricolture e allevamenti (inclusa l'acquacoltura) intensivi, le colture idroponiche, gli organismi geneticamente modificati...

Ecco che in questo panorama il ristoratore moderno può assumere un ruolo nuovo, diventando un vero punto di riferimento per i clienti. Fornire informazioni sui prodotti offerti assume infatti un valore sociale che si aggiunge al rapporto di trasparenza con il consumatore. Comunicare il cibo e la sua origine contribuisce alla consapevolezza di ciò che si mangia, risveglia il gusto, "crea emozioni" e nel contempo diventa cultura. Come dice lei qualità e sicurezza alimentare e io aggiungerei accompagnate da identità, come storia del prodotto, di chi lo ha fatto e di come è stato fatto. Un cordiale saluto


01/03/2012 14:40:00
1) La ristorazione un volano della cultura dell’alimentazione
Spero molto che la categoria della ristorazione sia un volano della cultura dell'alimentazione, auspico che dopo la recisione ritorna a splendere il sole economico? I dubbi rimangono il fatto che dobbiamo dare conto alla famigerata globalizzazione dove i prodotti di bassa qualità, che tutt'oggi arrivano nel nostro paese con costi inferiori, grazie alla comunità europea, e alla liberalizzazione fatta da giungla. Ci troviamo con materie prime senza valore de gustativo, ma solo visivo, faccio due esempi il nostro paese importa persino limoni dal Argentina, Aaglio dalla Cina, ecc.. Quanto abbiamo i limoni sorrentini, l'aglio Calabrese, solo perche i nostri prodotti hanno un costo superiore, quindi quanto finiscono a tavola il costo e maggiore. Capisco che la Calabria non e la Toscana, per fare ristorazione in Calabria dando un valore numerico da 0 a 10 alla fine rimane uno, se lo si applica nella tassazione rimane un bel 2 meno meno. Quindi giusto fare squadra ma credo che sia giusto rivedere la nostra posizione.



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