Rischio obesità, il Governo fa finta di non vedere
L'ultimo allarme è giunto dai medici sportivi: un bambino italiano su 3 è a rischio di obesità. E in questa tendenza, che ci accomuna troppo agli stili di vita americani, siamo fra i primi in Europa. Le ragioni di questo che si preannuncia come un disastro sociale dai costi colossali per la sanità e l'assistenza sono molteplici. Ma di certo i cambi di alimentazione e la scarsa attività fisica la fanno da padroni. Al di là dello sport (limitato a poche ore in settimana) i bambini giocano sempre meno in cortile e mangiano sempre più cibi confezionati ricchi di grassi e zuccheri. E non parliamo di cosa bevono...
Fin qui tutto scontato e noto ai più. Comprese le cause di questi cambiamenti che attengono ai mutamenti della società. Ciò non significa però che ci si debba rassegnare ad un futuro popolato da italiani grassi e malati. è invece tempo che dalle istituzioni giungano segnali forti e senza equivoci. La vergogna della tassa sulle bibite zuccherate e gasate, prima annunciata come una svolta epocale e poi inviata nel limbo, è una macchia sul Governo dei tecnici che hanno subito le pressioni delle lobby industriali guidate da colossi come Coca Cola.
Ma per pochi euro rischiamo di condannare alcune generazioni a pesare di più, non solo per la bilancia, ma anche per i conti dello Stato. E questo in momenti di revisione della spesa non è un elemento da poco se si pensa che alla Sanità è destinato quasi l'80% dei bilanci delle Regioni.
Al di là delle tasse (discutibili) o delle iniziative per spiegare ai cittadini cosa è meglio mangiare, quel che serve è una strategia virtuosa, condivisa da tutte le istituzioni, senza furberie e, soprattutto, senza equivoci, per favorire il mangiare sano. Si deve partire dai più piccoli, i più a rischio, con progetti seri in cui i concetti di 'qualità” e 'sano” siano al primo posto. L'educazione alimentare dovrebbe entrare ai primi posti nelle attività educative e tutti dovrebbero comportarsi con coerenza. A partire magari dal ministero della Pubblica istruzione, che sconta ancora ritardi inaccettabili su questo piano.
Era stata istituita una commissione proprio per avviare sperimentazioni di educazione alimentare, ma non se ne sa più nulla. Fra i lavori di questo gruppo di esperti c'era stata la definizione di una black list di prodotti e marchi ritenuti altamente nocivi. Fra questi c'era anche McDonald's che, incredibilmente, è spuntato ora con due belle pagine su un libro di tecnica quasi fosse un 'caso” da segnalare ai ragazzini di prima media. Una vicenda che ha suscitato molte proteste su Facebook dopo la denuncia fatta da Cucina Doc italiana. Speravamo che il Ministro intervenisse per sanare una situazione assolutamente vergognosa, ma ancora non è successo nulla.
Davvero la scuola italiana, così piena di bimbi a rischio di obesità, può permettersi di giocare col fuoco? è possibile che in Italia, dove la cucina è un bene nazionale come la cultura che ci è riconosciuto in tutto il mondo, ci si trovi con una pubblicità occulta di una multinazionale che è l'emblema di uno stile di vita americano che tanti guasti sta producendo nel mondo? E che dicono i nostri cuochi o i critici enogastronomici? Eppure spiegare i valori della Dieta mediterranea non dovrebbe essere così difficile, anche in un libro di tecnica...
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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In cucina con la Cola? No, grazie
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Vaccini e antibiotici Armi future contro l'obesità
Con la crisi si mangia peggio Addio alla dieta mediterranea
Cuore degli italiani a rischio Attenti a obesità e colesterolo
Fin qui tutto scontato e noto ai più. Comprese le cause di questi cambiamenti che attengono ai mutamenti della società. Ciò non significa però che ci si debba rassegnare ad un futuro popolato da italiani grassi e malati. è invece tempo che dalle istituzioni giungano segnali forti e senza equivoci. La vergogna della tassa sulle bibite zuccherate e gasate, prima annunciata come una svolta epocale e poi inviata nel limbo, è una macchia sul Governo dei tecnici che hanno subito le pressioni delle lobby industriali guidate da colossi come Coca Cola.
Ma per pochi euro rischiamo di condannare alcune generazioni a pesare di più, non solo per la bilancia, ma anche per i conti dello Stato. E questo in momenti di revisione della spesa non è un elemento da poco se si pensa che alla Sanità è destinato quasi l'80% dei bilanci delle Regioni.
Al di là delle tasse (discutibili) o delle iniziative per spiegare ai cittadini cosa è meglio mangiare, quel che serve è una strategia virtuosa, condivisa da tutte le istituzioni, senza furberie e, soprattutto, senza equivoci, per favorire il mangiare sano. Si deve partire dai più piccoli, i più a rischio, con progetti seri in cui i concetti di 'qualità” e 'sano” siano al primo posto. L'educazione alimentare dovrebbe entrare ai primi posti nelle attività educative e tutti dovrebbero comportarsi con coerenza. A partire magari dal ministero della Pubblica istruzione, che sconta ancora ritardi inaccettabili su questo piano.
Era stata istituita una commissione proprio per avviare sperimentazioni di educazione alimentare, ma non se ne sa più nulla. Fra i lavori di questo gruppo di esperti c'era stata la definizione di una black list di prodotti e marchi ritenuti altamente nocivi. Fra questi c'era anche McDonald's che, incredibilmente, è spuntato ora con due belle pagine su un libro di tecnica quasi fosse un 'caso” da segnalare ai ragazzini di prima media. Una vicenda che ha suscitato molte proteste su Facebook dopo la denuncia fatta da Cucina Doc italiana. Speravamo che il Ministro intervenisse per sanare una situazione assolutamente vergognosa, ma ancora non è successo nulla.
Davvero la scuola italiana, così piena di bimbi a rischio di obesità, può permettersi di giocare col fuoco? è possibile che in Italia, dove la cucina è un bene nazionale come la cultura che ci è riconosciuto in tutto il mondo, ci si trovi con una pubblicità occulta di una multinazionale che è l'emblema di uno stile di vita americano che tanti guasti sta producendo nel mondo? E che dicono i nostri cuochi o i critici enogastronomici? Eppure spiegare i valori della Dieta mediterranea non dovrebbe essere così difficile, anche in un libro di tecnica...
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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I commenti dei lettori
1 commento su questo articolo
Anonimo
Expo 2015 ha preso in giro italiani e cittadini
1) Caro Alberto, giustanente ti rivolgi alle autorità, in un primo attacco. In conclusione però chiedi come mai " in Italia, dove la cucina è un bene nazionale come la cultura che ci è riconosciuto in tutto il mondo, ci si trovi con una pubblicità occulta di una multinazionale che è l'emblema di uno stile di vita americano che tanti guasti sta producendo nel mondo? E che dicono i nostri cuochi o i critici enogastronomici? Eppure spiegare i valori della Dieta mediterranea non dovrebbe essere così difficile, anche in un libro di tecnica..." Da quando Milano EXPO 2015 ha preso in giro italiani e cittadini del mondo con il miraggio di trattare "cibo e sicurezza" oltre ad "energia" quali fattori di maggiore criticità per i cittadini del pianeta che crescono e prolificano, si sono dimenticati dei figli, EXPO si è dimenticata della sua missione. Avrebbe dovuto cominciare a incontrarsi per affrontare quest'iniziativa che è all'ordine del giorno del pianeta nei progetti di G 8, G 20, dell'ONU - FAO. Ha guardato ai programmi e temi di dibattito con barzellette e risotto alla milanese, più che con scienza e coscienza di affrontare il tema, con una creatività attesa da tutti, anche dai romani di Roma. Solo al Forum Barillla - di cui nessun organo di stampa si interessa, a Milano la Bocconi offre un panorama sull'evoluzione di questa gara a scoprire le strade da percorrere per rispondere alla sfida tanto grave quanto quella ambientale ed energetica. Noi siamo e viviamo a Milano, cuore della sede dei potenti che gestiscono il progetto. Si stanno muovendo - senza prendere di mira alcun obiettivo da raggiungere, spesso affidandosi a trombe che hanno suonato sempre in ritardo nel concerto mondiale. Esse si danno da fare per capire ostacoli e cercare vie d'uscita - solo da qualche settimana, non dal 2008! Milano ha risorse umane, culturali e di prestigio, anche tecno-scientifico e culturale, che resta al palo senza luce e senza voce. Il Corriere della Sera da mesi intervalla pagine sferzanti e allarmanti, senza eco alcuna, anzi, con il silenzio di scena e platea più profondo. Aberto, sei amico di AA, la nostra voce non ha più spazio di ascolto da scoprire, tale è silenzio in cui caduta anche l'opera positiva di qualche isttituzione. Ad esempio l'iniziativa di Milano ristorazione e dei Mercati Henerali Milanesi, nella strategia di formazione di gusto e piacere tra i regazzini, a scuola. Ha ricevuto solo le proteste delle mamme... Altro che dieta mediterranea: forza ragazzi con le gasate e merendine avete forse perso un'occasione per imparare il piacere e divertimento del gusto, del gioco sportivo, dello sport, del correre. Il disastro deriva del desco di casa, dall'educazione delle generazioni precedenti che si sono abituate a cola, fritte, merende pubblicizzate a gogo da atleti e da personaggi vedette di successo strapagati, da pochi cuochi illuminati ma tanti esercizi in catena per viziarvi con ozio e bevande gasate. Come in tante parti del mondo, senza differenze di sapori! Le autorità possono fare poco se non cambia il piacere dalla tavola grassa e dolce alla tavola buona, fresca, sana e benefica dalla città alle campagne più sperdute. Anche i nonni se ne stanno andando, con le loro manie per i sapori d'una volta. So di essere noioso, ma forse anche la classe dei veri cuochi del paese si sta convincendo che la campagna tua, mia e di pochi altri maestri di cucina è rivolta a divulgare una cucina buona e gustosa, piacevole e ricca di sapori, adatta a ciascun individuo che il nostro patrimonio italiano sa offrire con ricchezza di biodiversità e di arte di cucina. Siamo importatori netti di risorse alimentari dai mercati globali, godiamo le nostre golosità mediterranee che sappiamo trattare magistralmente! In ogni paesino ma anche in città riscopriamo orti, frutteti, animali da cortile, da acqua e mare, dalla coata alle montagne a ridosso delle nevi, per ogni stagione al posso giusto. La forma a stivale è fatta apposta per avvicinare monti e mar