Per la prima volta HIP-Horeca Professional Expo arriva in Italia. Dal 19 al 21 ottobre, BolognaFiere ospiterà la prima edizione italiana dell’evento internazionale dedicato all’innovazione nel settore Horeca, con oltre 10mila professionisti attesi e più di 220 brand espositrici. Tre giornate pensate per mettere in connessione imprenditori, manager, aziende ed esperti e affrontare i cambiamenti che stanno interessando ristorazione, hotellerie, bar e, più in generale, il mondo dell’ospitalità.

Cos’è HIP e come sarà a Bologna

HIP nasce in Spagna, dove il format si è consolidato negli anni come appuntamento professionale dedicato non tanto alla presentazione di prodotti, quanto agli strumenti e alle strategie per sviluppare e rendere più competitiva un’attività. Al centro ci sono temi come innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, gestione, marketing, sostenibilità, nuovi modelli di business e formazione. A Bologna, all’interno di Hip, si svolgerà anche Hospitality 4.0 Congress, con oltre 400 esperti e speaker, più di 20 summit e oltre 120 sessioni distribuite in quattro auditorium.

Dalla Spagna all'Italia: Hip porta a Bologna un nuovo modo di parlare di Horeca
HIP punta su strategie, innovazione e formazione per rendere più competitive le imprese Horeca

Un programma che spazierà dalla ristorazione all’hotellerie, dalla pizza alla mixology, dal revenue management alla robotica, fino a sostenibilità, design, talent ed esperienza del cliente. Fra i protagonisti annunciati ci sono, tra gli altri, Davide Oldani, Cristina Bowerman, Dario Cecchini, Ciro Cristiano, Alessandro Condurro, Errico Porzio, Giorgia Favaro e Mariangela Colasanti. L’obiettivo dichiarato è portare anche in Italia un format capace di accompagnare la trasformazione di un settore caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese e da una tradizione che si confronta sempre più con nuove esigenze organizzative, tecnologiche e di mercato.

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L’intervista a Manuel Bueno di HIP

Di questo debutto italiano, delle differenze tra il mercato italiano e quello spagnolo e delle sfide che attendono gli imprenditori dell’ospitalità abbiamo parlato con Manuel Bueno, direttore di HIP Italia, in occasione della presentazione andata in scena lunedì 28 settembre all’NH Collection CityLife di Milano.

Manuel Bueno, direttore di Hip Italia
Come mai la decisione di portare HIP anche in Italia?

“Pensiamo che Italia e Spagna si somiglino. Sono luoghi dove turismo, ristorazione e ospitalità sono settori chiave. In Spagna abbiamo aiutato tanto lo sviluppo del settore, a fare la differenza, e pensiamo che qui si possa fare lo stesso. Siamo Paesi che si somigliano, troppo interessanti, con un settore atomizzato, ma che sta cambiando. L’Italia non ha un evento come questo: ha una tradizione fieristica, ma non un evento pensato dal punto di vista del business e questo in Spagna è stato un grandissimo successo.”

Italia e Spagna: due mercati Horeca a confronto

Qual è la differenza che vede tra i due mercati?

“La differenza è che in Spagna il settore si è evoluto tantissimo negli ultimi dieci anni. Abbiamo un settore più professionalizzato, con piccole e medie catene. In Italia c’è un settore più atomizzato, più tradizionale, e questo è quello che c’è di diverso. Penso che in Italia accadrà quello che è successo in Spagna. Sarà più difficile, perché qui a fare la differenza sono proprio tradizione e artigianalità, che rendono l’Italia una realtà al top a livello mondiale.”

Un evento che guarda al business a 360 gradi

La percezione è che Hip voglia essere un evento a 360 gradi…

“Sì, vogliamo toccare tutti gli ambiti. Marketing, vendita, acquisti, gestione, tante cose che sono centrali in un’attività alberghiera o della ristorazione. Per questo il nostro evento fa la differenza: tocchiamo aree importanti, fondamentali. E parliamo delle persone e non del prodotto, che è la soluzione, aiuta a sviluppare il turismo, ma non è la cosa più importante.”

Un momento della presentazione di HIP
A che pubblico vi rivolgete?

“Ci rivolgiamo a tutti, da un piccolo albergo alle grandi catene. Anche ai piccoli imprenditori. Alla fine siamo un settore di piccoli imprenditori. Ma questi piccoli imprenditori non hanno bisogno di essere come i loro predecessori. Le cose cambiano. Oggi serve un business diverso, che cresca, ma che riesca anche a fornire equilibrio tra lavoro e vita. Le nuove generazioni dell’ospitalità vogliono fare qualcosa di diverso.”

La sfida: accompagnare gli imprenditori nella trasformazione

Qual è l’elemento che vi distingue da altri progetti che già esistono in Italia?

“Noi conosciamo bene le altre fiere. Non siamo una fiera di prodotti. L’importante per noi sono gli imprenditori. E siamo trasversali: parliamo di business a 360 gradi. HIP vuole aiutare gli imprenditori a essere competitivi, a rendere il loro business sostenibile. La principale sfida è raccontare che abbiamo tutto: siamo la fiera degli imprenditori dell’Horeca. Saranno tre giorni in cui l’Horeca potrà guardare al futuro e trovare strumenti e risposte. Un punto d’incontro per un settore che cresce, ma che deve affrontare una trasformazione profonda.”

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