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Caffè, 25 centesimi in più in cinque anni: oggi in Italia un espresso costa 1,29 euro
Il caffè al bar costa in media 1,29 euro, il 24,2% in più rispetto al 2021. Bolzano è la città più cara con 1,51 euro, mentre Messina è la più economica. A pesare sono anche energia e costi di gestione
Il prezzo dell'espresso al bar continua a salire e in cinque anni ha registrato un aumento che porta la media nazionale a sfiorare 1,30 euro. Secondo uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) realizzato in collaborazione con Assoutenti, oggi una tazzina costa mediamente 1,29 euro, contro 1,04 euro del 2021. L'incremento è quindi di 25 centesimi, pari al 24,2%. Un dato medio dietro al quale, però, si trovano differenze significative tra le diverse città italiane.
Dal prezzo della materia prima ai costi del bar
L'analisi è stata realizzata sulla base dei dati ufficiali del Mimit, raccolti nelle varie province italiane, e fotografa un mercato nel quale il prezzo dell'espresso risente non soltanto dell'andamento del caffè verde. A incidere sul conto finale ci sono infatti anche i costi sostenuti dagli esercizi pubblici, dall'energia alla gestione dell'attività. «Alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore», spiega Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc. Per i bar, dunque, la tazzina rappresenta il risultato di una struttura di costi più ampia, che comprende la materia prima ma anche tutte le spese necessarie per preparare e servire il prodotto.
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Bolzano è la città dove l'espresso costa di più
Il dato nazionale nasconde una forte variabilità territoriale. Bolzano si conferma la città con il prezzo medio più elevato: qui un espresso costa 1,51 euro. All'estremo opposto si trova Messina, dove il prezzo medio rilevato è di 1,06 euro. Tra le due città ci sono quindi 45 centesimi di differenza per la stessa consumazione, a conferma di quanto il costo della tazzina possa cambiare in funzione del territorio. La distanza tra i prezzi non dipende necessariamente dalla sola materia prima. A determinare il prezzo finale concorrono anche costi di esercizio, energia, personale, affitti e caratteristiche del mercato locale.
Il caffè colombiano aggiunge un nuovo elemento di rischio
Sul mercato internazionale si aggiunge inoltre un fattore di incertezza legato alla disponibilità della materia prima. Le esportazioni di caffè colombiano stanno affrontando una grave interruzione logistica a seguito del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese. Per il settore italiano si tratta di un ulteriore elemento da monitorare in un mercato che negli ultimi anni ha già dovuto fare i conti con l'aumento dei costi lungo la filiera. Il prezzo della tazzina, quindi, non racconta soltanto quanto costa il caffè al consumatore. È il punto finale di una catena che parte dalle quotazioni della materia prima e dalla disponibilità del prodotto, passa attraverso importazione e distribuzione e arriva ai costi sostenuti dal bar per garantire il servizio.

