Il lavoro nell’alta ristorazione richiede preparazione tecnica, rapidità e capacità di adattarsi a contesti in continuo movimento, ma la formazione di un professionista passa anche da aspetti meno visibili. Per questo IFSE ha inserito nel proprio percorso una dimensione dedicata alla persona, con l’obiettivo di accompagnare gli studenti nella costruzione di risorse utili ad affrontare il futuro professionale con maggiore consapevolezza. Un approccio che considera la crescita dell’allievo non soltanto sul piano delle competenze, ma anche nella capacità di stare dentro le relazioni, nei gruppi e nelle situazioni complesse.

Il percorso di IFSE sviluppa negli studenti la capacità di stare dentro le relazioni, nei gruppi e nelle situazioni complesse
Il percorso di IFSE sviluppa negli studenti la capacità di stare dentro le relazioni, nei gruppi e nelle situazioni complesse

Abbiamo incontrato la dottoressa Ilaria Bartoletta, psicologa e psicoterapeuta con oltre vent'anni di attività clinica e di consulenza psicologica e psicoterapia, per parlare con lei del percorso integrato che, in collaborazione con IFSE, aiuta i futuri professionisti a sviluppare la gestione dell'imprevisto, per affinare gli strumenti utili ad affrontare l'ansia da prestazione e lo stress operativo presenti nel mondo dell'alta ristorazione.

Dalla tecnica alla sicurezza psicologica

Come è nato questo percorso?

“È nato da una scelta illuminata e responsabile della direzione didattica di IFSE che, mostrando una straordinaria sensibilità verso la dimensione umana che sta dietro la tecnica, ha deciso di rispondere in maniera strutturale e non emergenziale allo sviluppo di una didattica rivolta alla tutela del benessere psicologico e alla formazione relazionale.”

Ilaria Bartoletta, psicologa e psicoterapeuta che collabora con IFSE

Nella dimensione individuale è emerso come di frequente i professionisti manifestino stati di malessere in risposta ai tempi e alle modalità dell'alta ristorazione. Situazioni che all'interno delle brigate di sala e cucina portano a difficoltà nei momenti in cui aumenta la pressione operativa. Come preparate gli studenti dell'Accademia a questo tipo di stress ed alla sua gestione?

“La sfida formativa è aiutare i ragazzi a comprendere che l'errore è un passaggio fisiologico dell'apprendimento, che la propria identità non coincide unicamente con l'esito di un servizio e che, senza un'adeguata coesione, la tensione genera chiusura e conflittualità tra sala e cucina. Il nostro intervento mira a costruire sicurezza psicologica all'interno del team, sostituendo le modalità rigide o aggressive con la collaborazione, la fiducia reciproca e il sostegno corale di fronte all'imprevisto.”

Dallo stage alla consapevolezza professionale

E che ruolo rivestono gli stage proposti da IFSE ai propri studenti?

“Lo stage in IFSE viene concepito come un'esperienza di crescita guidata e tutelata delle risorse dell'allievo, per calibrarne l'inserimento nel contesto lavorativo più consono alle sue caratteristiche umane e attitudinali, affrontandolo con serenità e non come una prova di resistenza.”

Quali consigli date agli studenti?

“Di acquisire, anche attraverso le lezioni che svolgono in accademia, gli strumenti pratici per arrivare alla consapevolezza emotiva e alla regolazione dello stress, per riconoscere le risposte fisiologiche prima che prendano il sopravvento, per imparare ad esprimersi e coordinarsi con chiarezza e rispetto nei momenti di massima fretta, senza colpevolizzarsi.”

Lo stage in IFSE viene concepito come un'esperienza di crescita guidata e tutelata delle risorse dell'allievo

C'è ancora qualche imbarazzo a parlare della salute mentale dell'individuo come conseguenza della pressione sociale o lavorativa?

“Seppur rimanga talvolta un timore nell'esprimere le proprie fragilità, il paradigma è profondamente cambiato. La svolta principale è avvenuta all'indomani della pandemia. Oggi i giovani affrontano questi temi con maggiore apertura e dignità. Il fatto che un'Accademia di livello internazionale come IFSE ne faccia una materia d'insegnamento dimostra che prendersi cura della propria mente è riconosciuto a tutti gli effetti come un requisito d'eccellenza professionale.”

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