La crescente attenzione verso le terapie per il diabete e la gestione del peso si riflette anche nei dati sulla spesa farmaceutica. Nel 2025, secondo il Rapporto OsMed 2025 dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la spesa complessiva per i farmaci antidiabetici ha raggiunto 1,59 miliardi di euro, con un aumento del 34,9% rispetto all’anno precedente. Un incremento che riguarda in particolare alcuni principi attivi diventati negli ultimi anni molto discussi anche per il loro utilizzo nel trattamento dell’obesità e nei percorsi di perdita di peso.

Farmaci antidiabetici in crescita: nel 2025 la spesa supera 1,5 miliardi di euro
La spesa complessiva per i farmaci antidiabetici ha raggiunto 1,59 miliardi di euro

Semaglutide e tirzepatide: aumentano gli acquisti privati

Tra i medicinali che hanno registrato la crescita più significativa ci sono semaglutide e tirzepatide, farmaci nati per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 e oggi al centro dell’attenzione anche per gli effetti sulla riduzione del peso corporeo. Nel 2025, per questi medicinali i consumi in Fascia C, cioè acquistati privatamente dai cittadini, sono aumentati dell’85,7%, mentre la spesa è cresciuta del 75,8%.

Aifa monitora il cambiamento della domanda

Nel rapporto, l’Aifa evidenzia come la crescita di questi farmaci rappresenti un fenomeno da osservare con attenzione, perché riflette un cambiamento nella domanda di terapie. L’utilizzo di questi medicinali, infatti, non riguarda più soltanto la gestione della patologia diabetica, ma si collega anche al trattamento dell’obesità, una condizione che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza crescente sul piano sanitario. Il tema coinvolge anche il rapporto tra alimentazione, prevenzione e gestione del peso, con un aumento dell’interesse verso strumenti farmacologici destinati ad affiancare gli interventi sullo stile di vita.

Farmaci equivalenti e biosimilari: il quadro italiano

Il Rapporto OsMed analizza anche la diffusione dei farmaci a brevetto scaduto. Nel 2025 questi medicinali hanno rappresentato il 72,9% della spesa e l’88,1% dei consumi nell’assistenza convenzionata di classe A. I farmaci equivalenti, esclusi quelli che hanno ancora copertura brevettuale, hanno raggiunto il 23,5% della spesa e il 32,1% dei consumi. L’Italia mantiene inoltre una posizione di rilievo in Europa per l’utilizzo dei biosimilari, che nel 2025 hanno raggiunto il 71,4% dei consumi. Restano però differenze territoriali nell’impiego dei medicinali equivalenti, con un utilizzo più limitato nelle Regioni meridionali.

Farmaci antidiabetici in crescita: nel 2025 la spesa supera 1,5 miliardi di euro
L'utilizzo dei farmaci antidiabetici si collega anche al trattamento dell’obesità

Il peso economico delle scelte sui farmaci

Secondo i dati Aifa, le differenze regionali si riflettono anche sulla spesa sostenuta dai cittadini. Chi sceglie il farmaco di marca invece dell’equivalente sostiene un costo medio più elevato soprattutto nel Sud e nelle Isole, dove la spesa raggiunge 22,35 euro pro capite, pari complessivamente a 432,7 milioni di euro. Nel Centro Italia il valore è di 19,43 euro pro capite per una spesa totale di 230,6 milioni di euro, mentre nel Nord si attesta a 13,73 euro pro capite, per un totale di 380,4 milioni di euro.

I dati mostrano quindi un sistema farmaceutico in evoluzione, dove accanto alla crescita delle nuove terapie per diabete e obesità resta centrale il tema dell’appropriatezza delle prescrizioni e della sostenibilità della spesa sanitaria.

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Nel dettaglio, la semaglutide ha raggiunto una spesa di 430 milioni di euro a carico del Servizio sanitario nazionale e di 162,7 milioni di euro attraverso gli acquisti privati. La tirzepatide, invece, ha registrato una spesa privata di 225,5 milioni di euro, mentre quella sostenuta dal Servizio sanitario nazionale è stata pari a 123,4 milioni di euro, nell’ambito delle prescrizioni previste dalla Nota 100 per il diabete di tipo 2.