A BIELLA
Bolle di Malto archivia l'edizione 2026 con 150mila presenze (e guarda già al 2027)
A Biella il festival della birra artigianale ha scelto il tema “Umani. Cosa ci tiene ancora insieme?”, coinvolgendo produttori, operatori e pubblico. Il prossimo appuntamento sarà dal 2 al 13 settembre 2027
A Biella, l’undicesima edizione di Bolle di Malto si è chiusa con 150mila presenze registrate nei cinque giorni nelle grandi piazze cittadine. Il festival dedicato alla birra artigianale, ricordiamo, ha scelto per il 2026 la domanda “Umani. Cosa ci tiene ancora insieme?”, mettendo al centro incontri, inclusione e dialogo fra pubblici, filiere e realtà diverse. Il prossimo appuntamento è già fissato: dal 2 al 13 settembre 2027.
La birra come punto di incontro fra mondi diversi
Il dato dell’affluenza racconta la dimensione raggiunta dalla manifestazione, ma il bilancio dell’edizione va oltre i numeri. Negli anni Bolle di Malto ha allargato il proprio raggio d’azione, mantenendo la birra artigianale come punto di partenza e costruendole attorno un programma capace di coinvolgere gastronomia, musica, artigianato, impresa, formazione, sociale e innovazione. La birra, dunque, resta il linguaggio attraverso cui il festival racconta produttori e territori, materie prime e abbinamenti, lavoro e nuovi modelli di consumo. Allo stesso tempo diventa l’occasione per avvicinare pubblici differenti a una filiera che comprende agricoltura, ricerca, sostenibilità e impresa, senza separare il momento della degustazione dal racconto di ciò che c’è dietro ogni bicchiere.
«Le 150mila presenze ci emozionano enormemente, ma un evento non può misurare la propria crescita soltanto contando quante persone riesce a portare in una piazza - ha commentato Raffaele Abbattista, co-ideatore e organizzatore di Bolle di Malto. Quest’anno ci siamo chiesti cosa ci tiene ancora insieme. Credo che una parte della risposta stia proprio nella capacità di creare relazioni: far incontrare persone, competenze ed esperienze che normalmente appartengono a mondi differenti e vedere cosa possono generare insieme. La birra artigianale rimane la nostra radice, ma intorno a quella radice vogliamo continuare a costruire cultura, comunità e nuove connessioni».
Il Salone Italiano della Birra guarda alla filiera
Uno dei passaggi centrali dell’edizione 2026 è stato il Salone Italiano della Birra, nato lo scorso anno e consolidatosi in questa seconda esperienza. Il Salone ha portato a Biella produttori, imprese, istituzioni, università, associazioni di categoria e professionisti, creando uno spazio di confronto sui temi che stanno incidendo sul comparto: filiera, energia, formazione, sostenibilità, innovazione e nuovi consumi. L’obiettivo, nelle intenzioni degli organizzatori, è rafforzarne ulteriormente il peso nazionale e farne un punto di incontro stabile per il settore brassicolo italiano, mantenendo però il legame con la dimensione aperta e popolare del festival.
«È proprio il Salone una delle grandi sfide che abbiamo davanti - ha proseguito Abbattista. Quest’anno si è affermato, ma adesso deve crescere. Vogliamo rafforzarne la dimensione nazionale, coinvolgere sempre di più l’intera filiera e costruire un luogo nel quale il mondo brassicolo italiano possa incontrarsi, confrontarsi e immaginare il proprio futuro. La sfida sarà farlo senza perdere ciò che rende Bolle diversa: la capacità di tenere insieme la dimensione professionale e quella popolare, gli addetti ai lavori e il grande pubblico, il contenuto e la piazza. Non vogliamo costruire qualcosa per pochi, ma far crescere la cultura della birra rendendola sempre più aperta e accessibile».
Volontari, giovani e inclusione al centro del festival
Insomma, la domanda scelta per l’edizione 2026 ha trovato una risposta concreta anche nella rete di persone coinvolte nell’organizzazione. Oltre 40 volontari, studenti e giovani, associazioni, realtà sociali, Pro Loco, artigiani, birrifici, cucine di strada, imprese e istituzioni hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. Bolle di Malto ha costruito così un appuntamento gratuito e intergenerazionale, nel quale convivono attività professionali, progetti di inclusione, intrattenimento e contenuti legati al prodotto.
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Un’impostazione che si riflette anche nell’attenzione riservata a qualità, materie prime, produzioni analcoliche, sostenibilità e consumo consapevole, temi ormai sempre più presenti nel mondo della birra artigianale. Le 150mila presenze restituiscono quindi l’immagine di una piazza attraversata da pubblici diversi, accomunati dalla musica, dal cibo, dalle degustazioni e dalla possibilità di condividere tempo e conversazioni. Su questa base, come anticipato, Bolle di Malto prepara già il 2027, con l’intenzione di proseguire il lavoro sulle relazioni, sui contenuti e sul collegamento fra la birra e i mondi che le ruotano attorno.

