4-7 FEBBRAIO 2027
Il futuro della ristorazione passa anche dal design: la novità di Hospitality 2027
Alla fiera di Riva del Garda (Tn), dall'1 al 4 febbraio 2027, debutta Design for Food, un progetto con otto tavoli tematici dedicati ad arredi, materiali e mise en place. Spazio anche a piatti e bicchieri tattili per non vedenti
Dall'1 al 4 febbraio 2027 il quartiere fieristico di Riva del Garda ospiterà la 51ª edizione di Hospitality - Il Salone dell’Accoglienza. Tra i progetti in programma in questa edizione figura “Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità”, iniziativa realizzata da ADI VTAA - Associazione per il Disegno Industriale, Delegazione Veneto, Trentino-Alto Adige, insieme a Fondazione Casa Artusi.
Design per la ristorazione: otto tavoli raccontano l’ospitalità
Il progetto ruota attorno a otto tavoli, ognuno concepito per rappresentare una diversa interpretazione del rapporto tra design, cibo e convivialità. L’allestimento è inserito nel percorso “Esperienze e sensibilità con il linguaggio materico” e invita a considerare l’esperienza del cliente come il risultato di più elementi coordinati. Il piatto resta centrale, ma la percezione di un pasto dipende anche dall’ambiente, dai materiali, dall’illuminazione, dagli arredi, dagli utensili e dalla mise en place. Il design non riguarda l’aspetto degli spazi: contribuisce a organizzare i gesti, favorire le relazioni e rendere più coerente il momento della condivisione. Gli otto tavoli sono pensati come strutture flessibili e multifunzionali, utilizzabili anche per show-cooking e degustazioni.
Il percorso collega interior design, mise en place e food design, seguendo un itinerario che parte dai moodboard materici sviluppati dai progettisti soci ADI, passa per oggetti e strumenti destinati al consumo e arriva alla progettazione del cibo, considerando forme, consistenze, presentazione e modalità di fruizione. «Con Design for Food Hospitality amplia la riflessione sul tema dell’accoglienza, mettendo in evidenza come l'esperienza della ristorazione sia il risultato di un sistema articolato, in cui spazio, materiali, oggetti, servizio e cibo dialogano tra loro. Portare questo progetto in fiera significa valorizzare una visione dell’ospitalità sempre più attenta alla persona e capace di interpretare le aspettative di un pubblico evoluto, sensibile alla qualità, all’accessibilità e al benessere complessivo», commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi.
Food design e cultura gastronomica italiana
La proposta affronta anche il ruolo del progetto nella filiera alimentare italiana, dove qualità delle materie prime, capacità di trasformazione e cura della presentazione contribuiscono al valore del prodotto. Il percorso include oggetti selezionati dall’ADI Index e dal Compasso d’Oro, con il contributo di Michele Cuomo, architetto della Commissione Food Design di ADI e vincitore del Compasso d’Oro International Award 2015. «Il cibo Made in Italy combina eccellenza nella trasformazione, qualità delle materie prime e un design insieme esclusivo e diffuso, riconosciuto da tre patrimoni UNESCO: Dieta Mediterranea, Arte dei Pizzaioli Napoletani e Cucina Italiana. Il Design for Food and Nutrition riguarda l’intera filiera, mentre il Food Design definisce format e artefatti in cui progetto e prodotto sono inscindibili. Con il Compasso d’Oro internazionale 2015, ADI ha delineato categorie dedicate a questo sistema complesso e innovativo» continua Michele Cuomo della Commissione ADI - Design for Food.
La collaborazione con Fondazione Casa Artusi porta inoltre in fiera appuntamenti di animazione gastronomica e uno show-cooking. La preparazione dei piatti diventa un’occasione per approfondire il legame tra tecnica, memoria culinaria e cambiamenti contemporanei, mostrando come le ricette siano parte di un patrimonio culturale che si trasmette attraverso pratiche e relazioni.
Il professor Andrea Segrè, Presidente di Fondazione Casa Artusi, aggiunge: «La cucina italiana non è fatta soltanto di prodotti e ricette, ma anche di gesti, relazioni, memoria e capacità di accogliere. Portare l’eredità di Pellegrino Artusi all’interno di un progetto dedicato al design dell’ospitalità significa restituire alla cucina la sua dimensione più autentica: quella di un linguaggio culturale capace di creare connessioni, trasmettere identità e unire le persone».
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Accessibilità a tavola: il sistema tattile COLORILLE©
Uno degli otto tavoli sarà dedicato all’accessibilità nella ristorazione, con un approfondimento sull’accoglienza delle persone non vedenti. Al centro dell’installazione ci sarà COLORILLE©, sistema di segni in rilievo che permette di distinguere al tatto i colori degli oggetti. Nei prototipi presentati a Hospitality, il sistema sarà applicato a piatti e bicchieri, offrendo un esempio di come anche gli elementi della mise en place possano aiutare nell’orientamento e nell’utilizzo autonomo degli oggetti.
L’obiettivo è estendere la funzione degli accessori da tavola oltre l’estetica e l’uso quotidiano, includendo esigenze differenti e rendendo l’esperienza più inclusiva. Il focus è sviluppato da Carlo Trevisani e Silvia Sandini. Altri approfondimenti riguardano il flower design, con Claudia Antolini, e il branding olfattivo, curato da Laura Favaretto del laboratorio Meitei: ambiti diversi che mostrano come l’identità di un luogo di ospitalità sia costruita anche attraverso stimoli visivi, tattili e olfattivi.
Sostenibilità, biodiversità e patrimonio UNESCO
Il progetto si inserisce nella valorizzazione dell’enogastronomia italiana, con attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità. Questi temi accompagnano il dibattito sul riconoscimento della cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco e richiamano il rapporto tra prodotti, territori, competenze e pratiche condivise. In questa prospettiva, il design può contribuire a raccontare la cultura del cibo e a progettare ambienti capaci di accogliere persone con bisogni diversi.

