VACANZE LONGEVITY

Il benessere è la nuova frontiera del turismo: dalle “zone blu” alle terme
Dall'Ogliastra ai resort che propongono menu longevity e programmi personalizzati, cresce la domanda di soggiorni dedicati alla prevenzione, all'alimentazione e alla ricerca di uno stile di vita più sano. Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, racconta in un'intervista la crescita del settore, gli investimenti e le ricadute sui territori
Indice
- 1Dalle “zone blu” ai menu longevity: il benessere passa anche dalla tavola
- 2A Bormio un nuovo sentiero dedicato all'acqua e alla sostenibilità
- 3Il turismo termale cresce e conquista nuove generazioni
- 4Gli investimenti nel termalismo e un mercato da oltre 5 miliardi
- 5Le ricadute su alberghi, ristoranti ed economie locali
Finalmente l’estate torrida è alle spalle. Le temperature elevate degli ultimi mesi ci hanno fatto comprendere ancora una volta quanto sia preziosa l’acqua, quanto sia importante risparmiarla e come imparare a viverla in modo più consapevole. Intanto, si cercano nuove soluzioni per creare vere e proprie “isole” di frescura nelle città, dalle tende installate a copertura delle strade fino all’asfalto rosso ecologico. Anche la protezione dei ghiacciai passa attraverso materiali alternativi, come la lana di pecora, più ecologica della plastica. In un laboratorio di ricerca spagnolo è stato inoltre sviluppato un tessuto capace di abbassare la temperatura di otto gradi: potremo utilizzarlo per coprire tetti e facciate? Speriamo. Intanto, quando cerchiamo di fuggire dalle città infuocate, capita spesso di scoprire che molti altri hanno avuto la nostra stessa idea, ritrovandoci così in interminabili code.
Dalle “zone blu” ai menu longevity: il benessere passa anche dalla tavola
Fra le ultime tendenze del turismo del benessere c’è anche quella di scegliere destinazioni dove la popolazione vive particolarmente a lungo, le cosiddette “zone blu”. Una di queste è l’Ogliastra, in Sardegna, dove la semplicità dell’alimentazione rappresenta uno degli elementi caratteristici dello stile di vita locale. Sulle tavole non mancano pane carasau integrale, legumi, verdure, pecorino e Cannonau, vino ricco di antiossidanti. La ricerca dell’elisir di lunga vita continua ad affascinare e sempre più viaggiatori desiderano trascorrere una vacanza all’insegna del benessere e della longevità. Proprio a questo tema è dedicato anche un portale specializzato, www.longevity.com.
A intercettare questa crescente attenzione sono anche numerosi hotel e resort, che stanno orientando la propria offerta verso l’anti-invecchiamento, o meglio il well-ageing. Accanto ai cosiddetti menu longevity, le strutture propongono servizi di diagnostica avanzata, protocolli personalizzati basati sui biomarker, terapie rigenerative e programmi dedicati alla remise en forme, con l’obiettivo di accompagnare gli ospiti in un percorso di benessere che possa proseguire anche dopo la partenza.
Per chi rimane in città, invece, non mancano le alternative: cliniche, palestre e istituti di bellezza propongono pacchetti pensati per ritrovare la forma fisica e prendersi cura di sé. Anche l’alimentazione svolge un ruolo importante. Davide Campagna, food e fitness influencer, ha creato 14 ricette dedicate a chi desidera mantenersi in forma, basate su ingredienti come legumi, in particolare lenticchie, ceci e fave, cereali integrali, verdure e pesce. Preparazioni semplici e facili da realizzare, che da novembre saranno disponibili anche pronte per chi ha meno tempo o voglia di cucinare. Si potranno acquistare online sul sito di The Longevity Suite, nella sezione Nutrition, presso gli store to.market, attraverso le piattaforme di food delivery Glovo e Deliveroo e sul sito TheLongevityKitchen.com.
A Bormio un nuovo sentiero dedicato all'acqua e alla sostenibilità
Il rapporto con l’acqua e con la natura è al centro anche di una nuova proposta turistica in Valtellina. Sopra Bormio (So), a “Bormio 2000”, è stato inaugurato il Sentiero della purezza, un itinerario realizzato in collaborazione con Parco nazionale dello Stelvio, Bormio Tourism e Levissima. Il percorso, arricchito da sculture in legno, si sviluppa attraverso boschi, sorgenti e panorami alpini ed è accessibile a famiglie e turisti. L’obiettivo è accompagnare i visitatori alla scoperta dell’ambiente di alta montagna, attraverso una passeggiata nella natura che invita a riflettere sul valore dell’acqua, sulla sua tutela e sull’importanza della sostenibilità.
Il turismo termale cresce e conquista nuove generazioni
Nel frattempo, continua a crescere anche l’interesse per il turismo termale. Paesi come Italia, Francia, Ungheria e Spagna stanno rinnovando le proprie strutture, introducendo nuove esperienze dedicate al benessere e prestando sempre maggiore attenzione alla sostenibilità. Gli investimenti nel comparto sono in aumento: basti pensare che, nel triennio 2020-2023, sono stati inaugurati 230 nuovi centri termali nel mondo. In Italia, uno degli esempi è rappresentato da “QC Terme”, che propone percorsi benessere e termali in diverse località, tra cui Milano, nella zona di Porta Romana, Roma, Torino, Pré-Saint-Didier, San Pellegrino (Bg) e Bormio. Una storia iniziata nel 1998, osservando i giovani sciatori che frequentavano le grotte sudatorie di Bormio.
A spiegare le ragioni di questa evoluzione è Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, che ha sottolineato come il settore stia attirando un pubblico sempre più ampio e diversificato: «La crescita è legata a un cambiamento profondo della domanda: oggi le persone di tutte le età dedicano maggiore attenzione alla salute, alla prevenzione, al relax e al benessere psicofisico. La clientela senior continua a rappresentare una componente importante ma stiamo registrando un significativo avvicinamento delle fasce più giovani, delle coppie e delle famiglie. Accanto alle cure e alla prevenzione, cresce infatti la domanda di esperienze dedicate al benessere, alla remise en forme e alla qualità del tempo libero. Le terme rispondono al bisogno di rallentare, rigenerarsi, prendersi cura di sé e recuperare un migliore equilibrio. Non parlerei, quindi, di un pubblico che ne sostituisce un altro ma di una platea che si amplia. È proprio questa trasversalità generazionale uno degli elementi più importanti per il futuro del settore».
Gli investimenti nel termalismo e un mercato da oltre 5 miliardi
Un cambiamento che non riguarda soltanto le abitudini dei viaggiatori, ma anche le prospettive economiche del comparto. Gruppi privati e fondi di investimento stanno infatti mostrando un'attenzione crescente verso il termalismo italiano, riconoscendone le potenzialità sia sul fronte della salute sia su quello dell'ospitalità e dello sviluppo turistico. «Gli investitori hanno compreso che il termalismo italiano possiede caratteristiche uniche: unisce salute, prevenzione, relax, benessere, turismo, ospitalità e valorizzazione del territorio. A questo si aggiungono le prospettive legate alla longevità, all’invecchiamento attivo e a nuovi modelli di residenzialità, come il senior housing, che possono trovare nelle località termali un contesto particolarmente favorevole.
Inoltre, la risorsa termale è strettamente legata al luogo in cui nasce e non può essere delocalizzata. Secondo i dati Isnart, elaborati in collaborazione con Federterme, nel 2025 le località termali italiane hanno registrato circa 24 milioni di presenze, generando un fatturato complessivo superiore ai 5 miliardi di euro, con una componente internazionale in crescita. Questi numeri spiegano l’interesse economico ma mostrano anche le prospettive di sviluppo del comparto. Investire nelle terme significa investire in un modello capace di integrare strutture termali, alberghi, ristorazione, servizi per la salute e il benessere e offerta del territorio» ha proseguito Iorio.
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La nuova stagione di investimenti rappresenta inoltre un'opportunità per riqualificare strutture termali ormai obsolete e valorizzare un patrimonio che, in molti casi, ha bisogno di essere recuperato. Su questo fronte, Federterme guarda con interesse agli interventi che possono contribuire a rendere più competitiva l'offerta italiana, senza perdere il legame con la storia e l'identità delle singole destinazioni: «Guardiamo con favore agli investimenti che possono riqualificare le strutture, innovare i servizi e rendere più competitivo il sistema termale italiano. Il nostro Paese possiede un patrimonio straordinario, composto non soltanto dalle sorgenti ma anche da edifici storici, paesaggi e destinazioni che meritano di essere recuperati e valorizzati. Molte località termali si trovano nelle aree interne del Paese: investire in queste realtà significa contribuire anche alla loro rigenerazione economica e sociale, contrastando lo spopolamento e creando nuove opportunità di lavoro».
«Ci aspettiamo interventi capaci di migliorare la qualità dell’accoglienza, l’accessibilità, la sostenibilità e l’offerta complessiva, potenziando sia la componente sanitaria e preventiva sia quella dedicata al relax, al benessere e all’ospitalità. Esistono inoltre nuove opportunità legate alla longevity e al senior housing. È un’occasione per generare occupazione e rilanciare località che hanno ancora un grande potenziale. La modernizzazione, tuttavia, deve rispettare l’identità e la storia del termalismo italiano, mantenendo centrali la salute, la prevenzione, il benessere e il valore della risorsa termale».
Le ricadute su alberghi, ristoranti ed economie locali
Le ricadute di questa crescita si estendono ben oltre i singoli stabilimenti, coinvolgendo direttamente alberghi, ristoranti, attività commerciali e produzioni locali. Il turismo termale può infatti rappresentare una risorsa importante per l'economia delle destinazioni, soprattutto nelle aree interne, dove contribuisce a sostenere l'occupazione e a distribuire i flussi turistici anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza. «La crescita del termalismo produce ricadute importanti su tutta l’economia locale. Quasi due miliardi di euro della spesa generata nelle località termali riguardano l’alloggio e la ristorazione. A questi si aggiungono le spese per il commercio, i servizi, la cultura, l’intrattenimento e le produzioni locali».
«Le terme, quindi, non generano valore soltanto all’interno degli stabilimenti ma alimentano una filiera molto più ampia. Questo impatto è particolarmente significativo nelle aree interne, dove una struttura termale può rappresentare un vero motore di sviluppo per alberghi, ristoranti, imprese, artigiani e produttori locali. Un’offerta termale qualificata, capace di integrare cure, prevenzione, relax, benessere, accoglienza e scoperta del territorio, può prolungare la permanenza dei visitatori e favorire la destagionalizzazione. A ciò si aggiungono le potenzialità dei servizi dedicati alla longevity e della residenzialità senior. Il nostro obiettivo è che questa crescita si traduca sempre di più in occupazione, sviluppo delle imprese e benefici duraturi per le comunità e per i territori» ha concluso Iorio.


