Prosegue il nostro viaggio settimanale alla scoperta di ciò che portiamo in tavola, un percorso nato per decifrare l'alfabeto nascosto del packaging e trasformare ogni consumatore in un acquirente consapevole. Dopo aver analizzato nelle uscite precedenti i pilastri della nostra alimentazione - dai claims nutrizionali generali alla scelta delle materie prime, fino all'approfondimento della puntata scorsa su farine, cereali e lievitazioni - compiamo un ulteriore passo avanti nell'analisi degli ingredienti industriali. In questo decimo appuntamento affrontiamo le domande dalla 71 alla 80, addentrandoci nel cuore di tabelle nutrizionali e diciture tecniche: tra zuccheri totali e invertiti, grassi saturi e trans, oli vegetali, diciture sul sale ed edulcoranti.

Aromi, coloranti e oli sono centrali per l’educazione

Il pasticcere prepara la cassata e dice ai turisti: «Il verde della cassata? È naturale, viene dal pistacchio. Ma nei prodotti industriali spesso usano coloranti». La tradizione italiana insegna che il colore è un linguaggio, ma deve essere dichiarato.

Come leggere zuccheri, grassi, oli e dolcificanti sulle etichette
Spesso si usano coloranti per ottenere per esempio il verde di una cassata siciliana

71. Che cosa significa “zuccheri totali”?

È la somma di tutti gli zuccheri presenti nel prodotto, sia naturali che aggiunti. Nella tabella nutrizionale, “zuccheri” indica tutti i monosaccaridi e disaccaridi presenti. Non distingue tra zuccheri naturalmente presenti (es. nella frutta) e zuccheri aggiunti. La distinzione non è obbligatoria nell’UE, ma è oggetto di discussione scientifica e normativa.

Aromi naturali in etichetta e la scelta dei grassi saturi

La nonna grattugia la scorza di un limone profumatissimo: «Questo è aroma naturale. Non serve altro». Il nipote legge un’etichetta: «Qui c’è scritto “aroma naturale”… ma di cosa?» La nonna conclude: «Ecco perché bisogna leggere bene».

Grattuggiando una scorza di limone si ha l'idea di utilizzare completamente aromi naturali
Grattuggiando una scorza di limone si ha l'idea di utilizzare completamente aromi naturali

72. Che cosa significa “grassi saturi”?

Sono un tipo di grassi che, se consumati in eccesso, possono aumentare il rischio cardiovascolare. I grassi saturi sono solidi a temperatura ambiente e si trovano soprattutto in prodotti animali e alcuni oli tropicali (palma, cocco). La normativa richiede la loro indicazione obbligatoria in tabella nutrizionale. Le linee guida raccomandano di limitarne l’assunzione.

Aromi nei prodotti confezionati e i rischi dei grassi trans industriali

Una bambina assaggia un gelato confezionato: «Sa di fragola… ma non vedo le fragole». La mamma risponde: «Usano aromi identici al naturale: sanno di fragola, ma non vengono dalla frutta».

Nel gelati confezionati, soprattutto alla frutta, si utilizzano aromi che non vengono direttamente dalla frutta
Nel gelati confezionati, soprattutto alla frutta, si utilizzano aromi che non vengono direttamente dalla frutta

73. Che cosa significa “grassi trans”?

Sono grassi industriali da evitare il più possibile. I grassi trans industriali derivano dall’idrogenazione degli oli vegetali. Sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare. L’Ue ha fissato un limite massimo di 2 g per 100 g di grassi negli alimenti. I grassi trans naturali (nei ruminanti) sono presenti in quantità molto inferiori.

Aromi artificiali e l'uso dell'olio di palma nell'industria alimentare

Una voce narrante dice: «Il gusto che ti sorprende». Una mamma legge l’etichetta: «Aroma artificiale… quindi non viene da nessun ingrediente vero». La scena ricorda che la magia del gusto può essere sintetica.

L’olio di palma è un grasso vegetale utilizzato nell’industria alimentare per le sue proprietà tecnologiche, tra cui stabilità e consistenza
L’olio di palma è un grasso vegetale utilizzato nell’industria alimentare per le sue proprietà tecnologiche, tra cui stabilità e consistenza

74. Che cosa indica “olio di palma”?

È un grasso vegetale molto usato nell’industria alimentare. L’olio di palma è ricco di grassi saturi e ha ottime proprietà tecnologiche (stabilità, consistenza). Non è vietato, ma il suo uso è diminuito per motivi nutrizionali e ambientali. Deve essere indicato chiaramente in etichetta.

Etichette e aromi naturali: caratteristiche e nutrizione dell'olio di cocco

La nonna prepara le ciambellone: «Qui dentro non c’è niente di artificiale. Solo limone, vaniglia e amore». Il nipote guarda un biscotto confezionato: «Anche qui c’è scritto “senza aromi artificiali”… ma ci sono quelli naturali». La differenza è tutta nella lettura.

Come leggere zuccheri, grassi, oli e dolcificanti sulle etichette
L'olio di cocco è un olio vegetale ricco di grassi saturi, spesso usato in prodotti vegani o dolciari

75. Che cosa significa “olio di cocco”?

È un olio vegetale ricco di grassi saturi, spesso usato in prodotti vegani o dolciari. L’olio di cocco contiene circa il 90% di grassi saturi. È stabile alle alte temperature e molto aromatico. Non è automaticamente più sano di altri oli: la valutazione dipende dal contesto nutrizionale complessivo.

Olio di palma e dicitura senza sale aggiunto: come leggere le etichette delle merendine

Una mamma legge l’etichetta delle merendine: «C’è olio di palma… meglio non esagerare». Il figlio chiede: «Perché lo usano?» La mamma risponde: «Costa poco e resiste bene al calore».

Spesso in snack e merendine
Spesso in snack e merendine si legge la dicitura senza sale aggiunto

76. Che cosa significa “senza sale aggiunto”?

Che non è stato aggiunto sale durante la produzione. Il claim è ammesso solo se non è stato aggiunto cloruro di sodio o altri ingredienti salati. Il prodotto può comunque contenere sodio naturalmente presente. Non va confuso con “a basso contenuto di sale”, che ha criteri numerici precisi

Trasparenza degli oli da frittura e significato del claim a ridotto contenuto di sale

Il friggitore spiega ai clienti: «Per friggere uso olio di semi… ma sempre uno solo, non miscele». Una cliente legge un’etichetta: «Semi vari… quindi non si sa quali sono». La scena ricorda l’importanza della trasparenza.

Come leggere zuccheri, grassi, oli e dolcificanti sulle etichette
Spesso un consumatore legge sull'etichetta olio di semi vari, ma non sa di quali semi

77. Che cosa significa “ridotto contenuto di sale”?

Che il prodotto contiene almeno il 25% di sale in meno rispetto alla versione normale. Il claim “ridotto contenuto di…” richiede una riduzione minima del 25% rispetto a un prodotto simile. La riduzione deve essere chiaramente indicata e verificabile. Non significa necessariamente che il prodotto sia “a basso contenuto di sale”.

Scelta degli oli da frittura e impiego dello zucchero invertito nella pasticceria industriale

Il friggitore spiega ai clienti: «Per friggere uso olio di semi… ma sempre uno solo, non miscele». Una cliente legge un’etichetta: «Semi vari… quindi non si sa quali sono». La scena ricorda l’importanza della trasparenza.

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78. Che cosa significa “zucchero invertito”?

È uno zucchero liquido molto dolce, usato spesso in dolci e bevande. Lo zucchero invertito è una miscela di glucosio e fruttosio ottenuta dall’idrolisi del saccarosio. Ha maggiore potere dolcificante e mantiene i prodotti più morbidi. È comune in pasticceria industriale.

Rettificazione dell'olio e utilizzo dello sciroppo di glucosio-fruttosio

Il tecnico mostra una macchina industriale: «Questo processo toglie odori e difetti… ma non è extravergine». Il turista annuisce: «Quindi è un olio corretto, non naturale». La scena svela ciò che l’etichetta deve dichiarare.

Come leggere zuccheri, grassi, oli e dolcificanti sulle etichette
A livello industriale, l'olio d'oliva viene corretto

79. Che cosa significa “sciroppo di glucosio-fruttosio”?

È un dolcificante liquido molto usato nei prodotti industriali. È ottenuto dall’amido (di solito mais) e contiene percentuali variabili di fruttosio. Le versioni ad alto fruttosio (HFCS) sono molto dolci e usate in bibite e snack. Deve essere indicato chiaramente in etichetta.

Classificazione dell'olio d'oliva e presenza di edulcoranti in etichetta

Un sommelier dell’olio spiega: «Questo è vergine: buono, ma con qualche piccolo difetto. L’extravergine è il protagonista, il vergine è il comprimario». La platea assaggia in silenzio.

Come leggere zuccheri, grassi, oli e dolcificanti sulle etichette
Anche a livello di ristorazione, viene spiegata una certa differenza tra un olio d'oliva vergine o extravergine

80. Che cosa significa “edulcorante”?

È una sostanza che dolcifica con poche o zero calorie. Gli edulcoranti possono essere intensivi (es. aspartame, sucralosio, stevia) o polioli (es. sorbitolo, xilitolo). Sono additivi alimentari autorizzati e devono essere dichiarati in etichetta.

APPENDICE 19 note
  1. 1
    A - Additivi alimentari
    Sostanze aggiunte agli alimenti per migliorarne conservazione, stabilità, colore o sapore. Sono identificati da sigle “E” seguite da un numero. La loro presenza deve essere sempre dichiarata in etichetta.
  2. 2
    A - Allergeni
    Sostanze o ingredienti che possono provocare reazioni allergiche. Devono essere indicati in modo evidenziato (grassetto, maiuscolo, colore) nella lista ingredienti.
  3. 3
    B - Biologico
    Prodotto ottenuto secondo il Reg. (UE) 2018/848, senza pesticidi di sintesi e con controlli certificati. L’etichetta deve riportare il logo europeo e l’organismo di controllo.
  4. 4
    C - Claim nutrizionali
    Dichiarazioni come “ricco di fibre”, “senza zuccheri aggiunti”, “a basso contenuto di grassi”. Sono regolati dal Reg. (CE) 1924/2006 e devono rispettare criteri precisi.
  5. 5
    C - Claim salutistici
    Dichiarazioni che collegano un alimento a un beneficio per la salute (“il calcio contribuisce alla salute delle ossa”). Ammessi solo se autorizzati dall’EFSA.
  6. 6
    C - Cagliata
    Prodotto intermedio della lavorazione del latte. Può essere fresca o congelata. L’uso di cagliata congelata deve essere dichiarato quando previsto dal disciplinare.
  7. 7
    D - Dop / Igp
    Denominazioni europee che certificano origine e metodo di produzione.
    Dop: tutte le fasi devono avvenire nella zona geografica.
    Igp: almeno una fase deve avvenire nella zona indicata.
  8. 8
    E - Etichetta ambientale
    Indicazioni obbligatorie sulla corretta gestione degli imballaggi (dal 2023). Specifica materiali e modalità di smaltimento.
  9. 9
    F - Fascetta di Stato (Vino Docg)
    Sigillo numerato che certifica l’autenticità del vino Docg. Riporta codice, lotto e informazioni sull’imbottigliatore.
  10. 10
    I - Ingredienti
    Elenco obbligatorio di tutte le sostanze presenti nel prodotto, in ordine decrescente di quantità. Include additivi, aromi, coadiuvanti tecnologici.
  11. 11
    L - Lotto
    Codice che identifica un gruppo di prodotti ottenuti nelle stesse condizioni. Fondamentale per la tracciabilità e i richiami.
  12. 12
    O - Origine
    Indica il Paese in cui è avvenuta la produzione o la coltivazione. “Origine Italia” ≠ “Italiano”: la prima è normativa, la seconda è evocativa.
  13. 13
    P - Panel test (Olio Evo)
    Valutazione sensoriale obbligatoria per classificare l’olio extravergine. Identifica difetti e conferma la categoria merceologica.
  14. 14
    R - Residui fitosanitari
    Tracce di prodotti usati in agricoltura. Devono rispettare i limiti massimi (LMR). Non esiste il concetto normativo di “residuo zero”.
  15. 15
    S - Shelf life
    Durata commerciale del prodotto. Determina la data di scadenza o il TMC (termine minimo di conservazione).
  16. 16
    S - Solfiti (Vino)
    Additivi antiossidanti. Devono essere dichiarati quando superano 10 mg/l.
  17. 17
    T - Tracciabilità
    Sistema che permette di ricostruire la storia del prodotto: origine, trasformazione, distribuzione. Obbligatoria per tutte le filiere alimentari.
  18. 18
    T -Tmc / Scadenza
    Tmc: “Da consumarsi preferibilmente entro”, indica qualità.
    Scadenza: “Da consumarsi entro”, indica sicurezza.
  19. 19
    U - Ue / Non Ue
    Indicazione obbligatoria per miscele di oli, miele, ortofrutta e altri prodotti. Specifica se le materie prime provengono da Paesi dell’Unione o da Paesi terzi.

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