Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati, registrati nelle ultime settimane in diversi Paesi europei e arrivati anche in Italia, accendono un campanello d'allarme per l'intera filiera alimentare. Non soltanto per la grande distribuzione, dove la manomissione dei parametri di temperatura può compromettere la conservazione di grandi quantità di prodotti, ma anche per la ristorazione collettiva. L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) ha infatti confermato di aver ricevuto una notifica di incidente informatico da parte di un'azienda toscana attiva nel comparto. Nelle cucine centralizzate, nei centri di cottura e nei magazzini delle aziende che gestiscono mense scolastiche, ospedaliere, aziendali e sociosanitarie, gli impianti frigoriferi rappresentano un'infrastruttura essenziale. Un'alterazione dolosa delle temperature può avere conseguenze che vanno ben oltre il valore delle derrate conservate, perché può portare al rischio di privare i cittadini di un servizio pubblico fondamentale.

Paolo Valente, direttore generale di ANIR Confindustria
Paolo Valente, direttore generale di ANIR Confindustria

«Non ho ancora elementi per identificare l'azienda coinvolta e non ho ricevuto segnalazioni dirette dalle nostre imprese associate - premette Paolo Valente, direttore generale di ANIR Confindustria, interpellato sulla vicenda -.Bisogna anche capire se l'attacco abbia interessato effettivamente un operatore della ristorazione collettiva oppure un altro soggetto della filiera». Il punto, secondo Valente, è soprattutto l'impatto che un'interruzione di questi sistemi può avere sull'organizzazione complessiva del comparto. «Se si colpiscono anche i processi di approvvigionamento, significa intervenire su un sistema che ha un importante valore sociale, e questo fatto ci dimostra quanto ne ha. La ristorazione collettiva garantisce ogni giorno un servizio essenziale attraverso il cibo organizzato: mettere in difficoltà questa capacità significa creare uno stress che coinvolge molteplici soggetti».

Catena del freddo e approvvigionamenti, i rischi per tutta la filiera della ristorazione collettiva

«La catena del freddo è infatti una componente fondamentale della logistica delle aziende - continua Valente - Spesso la preparazione dei pasti avviene in centri di cottura separati dalle strutture in cui vengono consumati, mentre la conservazione e il mantenimento delle temperature coinvolgono impianti che possono essere di proprietà delle imprese oppure delle amministrazioni committenti. Nell'approvvigionamento conserviamo gli alimenti nei frigoriferi e, in alcuni servizi, soprattutto in ambito ospedaliero, prepariamo i pasti che vengono successivamente mantenuti al caldo e trasportati nelle strutture. Sono processi diversi, ma tutti richiedono sistemi di controllo e conservazione adeguati. Nell'ambito della ristorazione collettiva è anche vero che si lavora molto con il fresco, quindi al momento il problema per il momento è circoscritto».

Nella ristorazione collettiva è molto importante che non vi siano interruzioni nella catena del freddo degli approvvigionamenti
Nella ristorazione collettiva è molto importante che non vi siano interruzioni nella catena del freddo degli approvvigionamenti

Dalla grande distribuzione ai centri d'acquisto, il rischio per le forniture

«Un attacco informatico - continua Valente - capace di compromettere le scorte o i sistemi di conservazione potrebbe comunque generare ripercussioni indirette anche sui servizi di mensa, non tanto sulla preparazione immediata nel pasto. Se vengono coinvolti anche i magazzini dai quali ci approvvigioniamo di carne e altri alimenti, si crea un problema di disponibilità delle materie prime, che porta a dover cercare altri fornitori e quindi possono esserci ulteriori pressioni sui prezzi».

Cybersicurezza, da proteggere impianti e dati delle aziende

Per il direttore generale di ANIR Confindustria, diventa quindi necessario estendere l'attenzione alla sicurezza informatica anche alle attività di ristorazione, sia tradizionale sia nell'ambito della Grande Ristorazione. «C'è una questione di protezione dei dati, ma anche dei software utilizzati per gestire le macchine. Oggi alcune informazioni sono già tutelate perché considerate sensibili, pensiamo ai capitolati, alle scelte di acquisto degli alimenti e ai processi produttivi, ma anche ai dati delle diete e delle esigenze alimentari dei pazienti. Anche la parte manutentiva e gestionale dovrà essere sottoposta a controlli sempre più attenti».

Anche la sicurezza informatica diventa un tema fondamentale nel mondo della ristorazione collettiva, per contrastare attacchi alla catena di approvvigionamento
Anche la sicurezza informatica diventa un tema fondamentale nel mondo della ristorazione collettiva, per contrastare attacchi alla catena di approvvigionamento

Ristorazione collettiva, servono procedure di sicurezza adeguate

La convocazione di un tavolo nazionale sulla cybersicurezza può rappresentare, secondo Valente, l'occasione per estendere anche al comparto alimentare procedure e livelli di protezione già previsti per altri settori. «La vicenda dimostra quanto sia importante questo processo e quanto debba essere protetto. Occorre capire quali procedure siano oggi adottate dalle imprese e dai fornitori tecnologici, quali sistemi di sicurezza siano disponibili e se le apparecchiature utilizzate rispondano a requisiti adeguati».

Il direttore generale invita tuttavia a non ingigantire episodi ancora da approfondire. Al momento non risultano altre segnalazioni dirette dalle aziende associate e non ci sono elementi per parlare di un fenomeno diffuso. «Più che cristallizzare il fatto come un'emergenza generalizzata, lo prenderei come un'occasione per ragionare sulla protezione dell'intera filiera». Resta però un punto: «Anche la ristorazione collettiva ha un valore e il fatto che venga coinvolta in questo tipo di vicende deve farci capire quanto sia importante tutelarla. La sicurezza non riguarda soltanto i dati, ma anche le procedure e gli strumenti attraverso i quali viene garantito ogni giorno un servizio pubblico essenziale».