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Mense scolastiche, Caserta mette sul piatto 8,4 milioni: parte la gara
Nuova gara europea per la refezione nelle scuole di Caserta: sul tavolo oltre 8,4 milioni di euro per il servizio destinato a infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Offerte entro il 14 settembre
Si apre una nuova partita da oltre 8,4 milioni di euro nella ristorazione scolastica italiana. Il Comune di Caserta ha infatti avviato la procedura europea per affidare il servizio di refezione destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della città.
Il valore indicato per la procedura è di 8.428.780,80 euro. Le imprese interessate avranno tempo fino alle 10.30 del prossimo 14 settembre per presentare le offerte. La gara, pubblicata il 10 agosto, è gestita dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per Campania, Molise, Puglia e Basilicata per conto del Comune di Caserta.
Una nuova partita per gli operatori della ristorazione collettiva
Per dimensione economica, l’affidamento casertano si colloca tra le gare territoriali in grado di attirare l’interesse dei principali operatori della ristorazione collettiva italiana, in un mercato nel quale convivono multinazionali, grandi gruppi nazionali e imprese fortemente radicate nei territori.
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È un quadro che Italia a Tavola ha recentemente analizzato partendo dai dati internazionali riportati da Reuters: nonostante le dimensioni raggiunte dai leader, Compass, Sodexo, Aramark ed Elior rappresentano insieme meno del 30% del mercato mondiale della ristorazione in appalto. In Italia la competizione coinvolge inoltre gruppi come Cirfood, Camst, Serenissima Ristorazione, Dussmann, Pellegrini, Vivenda-La Cascina e Authentica, oltre a numerosi operatori territoriali.
La gara di Caserta sarà quindi interessante anche per capire quali aziende decideranno di contendersi il servizio e se la competizione porterà nuovamente al confronto tra grandi gruppi nazionali e imprese locali.
Sostenibilità e Cam entrano nel cuore dell’appalto
Il servizio viene definito dalla documentazione di gara come ristorazione scolastica a ridotto impatto ambientale e dovrà rispettare i Criteri ambientali minimi (Cam) previsti per la ristorazione collettiva.
Non è un dettaglio formale. I Cam incidono ormai sulla costruzione dei servizi attraverso requisiti riguardanti materie prime, biologico, gestione degli sprechi, imballaggi, detergenti, logistica e organizzazione delle attività.
La gara casertana arriva quindi proprio mentre i capitolati della ristorazione scolastica stanno progressivamente cambiando natura: non si acquista più soltanto un determinato numero di pasti, ma si chiede all’operatore di garantire un modello produttivo capace di tenere insieme qualità nutrizionale, sicurezza, sostenibilità ambientale e organizzazione del servizio.
Un’evoluzione che aumenta inevitabilmente anche la complessità per le aziende partecipanti. Per il mercato della ristorazione collettiva Caserta rappresenta una partita da seguire: 8,4 milioni di euro, un servizio pubblico delicato come quello destinato ai bambini e requisiti ambientali sempre più stringenti. Tre elementi che rendono questa gara qualcosa di più del normale avvicendamento nella gestione di una mensa comunale.

