Il 2024 segna un anno importante per il Consorzio tutela vini Collio, che lo scorso 31 maggio ha festeggiato i 60 anni dalla sua costituzione. Una celebrazione importante che ha visto ripercorrere i punti nodali della sua nascita, attraverso una degustazione guidata dal sommelier professionista Michele Paiano, alla Cantina produttori Cormons (Ud), che ha dato una panoramica della pluralità di sfaccettature che questa zona collinare, collocata fra le Alpi Giulie ed il Mare Adriatico, racchiude.

Collio: una zona collinare che racchiude una pluralità di sfaccettature
Collio, una terra dalla grande tradizione vinicola
Del resto nel Collio la grande tradizione vinicola, il paesaggio, l’offerta culturale e turistica si integrano perfettamente. Questo lembo di terra racchiude scorci di grande bellezza: fiumi, montagne, pascoli, boschi di robinia, colline, vigneti e frutteti, lagune. Si tratta di un territorio dal patrimonio storico e culturale enorme, variegato di contrasti ed influenze diverse, che si leggono nelle sfaccettature dei vini prodotti.
La masterclass alla scoperta dei vini del Collio
1/4
Il sommelier Michele Paiano
2/4
Degustazione di vini rossi del Collio
3/4
Degustazione di vini bianchi del Collio
4/4
La masterclass alla scoperta dei vini del Collio
Previous
Next
A conclusione della degustazione si è svolto alla scenografica Fondazione Villa Russiz a Capriva del Friuli (Gorizia), il convegno “Collio, un viaggio lungo 60 anni”, moderato dalla giornalista e Scrittrice Licia Granello, che ha visto intervenire come relatori il Conte avv. Michele Formentini (testimone in prima persona della firma dell’atto di costituzione del Consorzio tutela vini Collio), Tiziana Frescobaldi (presidente dell'azienda Frescobaldi, la prima azienda esterna al Collio ad aver creduto ed investito sul territorio acquisendo la storica azienda Attems), Gianni Bignucolo (storico enologo del Collio) e in conclusione Bruno Pizzul, udinese di nascita, giornalista e telecronista sportivo italiano, prima voce per la Rai degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002.
Collio, i 60 anni dalla nascita del Consorzio
Nel corso del convegno si è parlato di vino, terroir ed enologia e di un consorzio che dopo 60 anni conferma e sottolinea quello spirito comune del voler crescere insieme. Come ha tra l’altro sottolineato la direttrice del Consorzio tutela vini Collio, Lavinia Zamaro: «L’anniversario dei 60 anni dalla nascita del Consorzio rappresenta un grande impegno per la Denominazione. Siamo felici di onorare la lunga e appassionata dedizione dei produttori nei confronti della viticoltura del nostro territorio, lavorando per organizzare attività a livello nazionale e internazionale di promozione e valorizzazione dei vini del Collio, emblemi di storia e riscoperta dei nostri luoghi».
La nascita del Consorzio tutela vini Collio vede i suoi natali il 31 maggio 1964, data in cui venne firmato l’atto notarile di costituzione, pochi anni dopo l'emanazione delle leggi che istituivano in Italia le Denominazioni di origine controllata, per iniziativa del conte Sigismondo Douglas Attems, che ebbe la lungimiranza di unire i produttori locali, incentivando l’eccellenza della qualità del vino prodotto. Tra l’altro nel 1968 Il Collio è stato tra i primi in Italia a ottenere il riconoscimento della Denominazione d'origine controllata.

Il conte avv. Michele Formentini, Bruno Pizzul, Gianni Bignucolo, Tiziana Frescobaldi e Licia Granello
A conferma di ciò a tutt’oggi, David Buzzinelli, presidente del Consorzio, sottolinea quanto il lavoro di squadra abbia portato a questa celebrazione: «I produttori del Collio insieme con il nostro Consorzio si sono distinti per l’impegno e la tenacia con cui hanno valorizzato la viticoltura, il territorio e l’accoglienza enoturistica; è stato un viaggio lungo 60 anni, condiviso in ogni momento e noi riteniamo che ci sia ancora molto da fare per il futuro. Una cosa che secondo me non è cambiata in sessant’anni è la voglia di avere il Consorzio, di guardare all’obiettivo comune di crescita del nostro territorio e di valorizzazione dello stesso, anche legandolo a tutto il contesto, alla storia e alla cultura che ci circonda. Del resto, siamo un popolo misto, di molte culture e tradizioni che si sono mescolate su questo territorio, ma tutti ci riteniamo abitanti del Collio. Abbiamo ancora tanto da raccontare, per ora posso dire che gli equilibri sul territorio li abbiamo trovati, adesso sceglieremo insieme la strada da perseguire. Diversi i progetti in campo, che speriamo trovino presto una loro concretezza».