PERUGIA-TRASIMENO

Un viaggio in bici nel cuore dell'Umbria, dalla “Città del cioccolato” al Trasimeno
Il progetto “Come l'acqua per il cioccolato”, ideato da Umbria&Bike e la “Città del cioccolato”, unisce la storia dolciaria di Perugia a un itinerario in e-bike che valorizza borghi, paesaggi e tradizioni locali. Dai laboratori storici ai sentieri lungo il Tevere e alla ciclovia lacustre, il programma invita a scoprire luoghi meno noti con un ritmo più lento
Il cioccolato come conduttore sensoriale, la bici come strumento per scoprire il territorio e il paesaggio come parte integrante dell’esperienza. È questa la filosofia di “Come l’acqua per il cioccolato”, itinerario turistico che mette in relazione Perugia, la storia della sua tradizione dolciaria, i percorsi lungo il Tevere e le rive del lago Trasimeno. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il tour operator Umbria&Bike e la “Città del cioccolato” e racconta una nuova idea di viaggio attraverso la bici, nel quale il gusto diventa il filo conduttore per entrare in contatto con la cultura e la natura di un luogo.
Il programma, che è stato presentato in anteprima alla stampa a fine ottobre, si sviluppa su più giornate, accompagnando i partecipanti dalla scoperta della Città del cioccolato, nel centro storico di Perugia, a un percorso in e-bike attraverso alcuni luoghi meno conosciuti del territorio, fino a raggiungere Passignano sul Trasimeno e percorrere un tratto della Ciclovia del Trasimeno. Un’esperienza che si inserisce nel crescente interesse per il turismo lento e per le proposte in grado di mettere in rete enogastronomia, cultura, attività all’aria aperta e ospitalità.
La Città del Cioccolato di Perugia, dalla storia del cacao alla tavoletta
Il viaggio comincia a Perugia, città che ha costruito una parte importante della propria identità sulla produzione dolciaria. Qui la Città del cioccolato rappresenta una tappa centrale dell’itinerario: inaugurato neppure un anno fa, con 2.800 mq di spazi esperienziali, non è solo un luogo dedicato a un prodotto simbolo, ma un museo in cui la storia del cacao può essere letta attraverso la cultura, le tecniche di lavorazione e l’evoluzione del gusto. Visitare questo museo dedicato al cioccolato significa andare oltre l’assaggio e interrogarsi sull’origine di una materia prima che ha attraversato secoli e continenti, trasformandosi da alimento legato alle civiltà precolombiane a ingrediente protagonista della gastronomia contemporanea. Il cacao racconta scambi culturali, innovazioni produttive, saperi artigianali e trasformazioni industriali, fino a diventare un elemento riconoscibile del patrimonio gastronomico italiano. La visita alla Città del cioccolato comprende anche un’esperienza alla Fabbrica Bean to Bar, dove il percorso dalla fava alla tavoletta, accompagnati da un maestro cioccolatiere, permette di avvicinarsi concretamente alle fasi di lavorazione.
È il passaggio dalla narrazione alla pratica: il visitatore non si limita a conoscere la storia del prodotto, ma partecipa in prima persona alla lavorazione del cacao fino a portare con sé la tavoletta realizzata durante l’esperienza. Dietro questo grande progetto c’è la mente di Eugenio Guarducci, imprenditore visionario e ideatore di Eurochocolate (che si terrà a Perugia dal 13 al 22 novembre), da anni impegnato nella valorizzazione del cioccolato come elemento culturale, turistico ed economico per Perugia. «La Città del cioccolato - spiega Guarducci - è una porta d’ingresso alla storia della città e alla sua vocazione dolciaria, contribuendo a consolidare il rapporto tra patrimonio gastronomico e offerta turistica. Questo tour, ideato insieme ad Umbria&Bike, propone un modello di viaggio differente nel quale il cioccolato diventa il punto di partenza per costruire un’esperienza territoriale più ampia. In questa prospettiva, la mobilità dolce può contribuire a diversificare l’offerta turistica, favorendo anche la scoperta di aree meno frequentate e creando nuove opportunità per le attività di ospitalità e ristorazione».
In e-bike alla scoperta della Perugia più autentica
Il secondo giorno è dedicato alla bicicletta. Il programma prevede un rituale di benvenuto, nel suggestivo centro storico di Perugia, con la cioccolata calda servita come “Tazza Maggiore” proprio a Fontana Maggiore e la partenza con l’e-bike alla scoperta della città. È la bicicletta a cambiare il ritmo della visita. Il centro storico non viene attraversato soltanto come uno spazio monumentale, ma diventa il punto di partenza di un viaggio che si apre progressivamente verso il paesaggio rurale.
La prima tappa è l’antico Laboratorio Perugina, risalente al 1907, luogo legato alle origini della storia dolciaria perugina. Qui il percorso incontra la memoria dell’impresa legata all’iconica figura di Luisa Spagnoli (imprenditrice prima in questo settore e successivamente in quello della moda) e di Giovanni Buitoni. Un luogo ricco di fascino, dove sembra di poter ancora scorgere le signore intente a temperare il cioccolato nell’imponente tavolo di marmo rimasto ancora integro. La visita si conclude con la degustazione della pralina all’acqua che richiama il titolo dell’esperienza. Il cioccolato torna protagonista in una forma diversa: il passaggio dal museo al laboratorio, e quindi alla degustazione, permette di leggere il prodotto attraverso tre dimensioni complementari: la storia, la lavorazione e l’esperienza sensoriale.
Lasciato il centro di Perugia, il percorso prosegue in bicicletta verso il fiume Tevere, in direzione di Pretola. È qui che l’itinerario incontra un’altra componente fondamentale del patrimonio umbro: la storia del rapporto tra comunità, acqua e attività quotidiane. Le soste presso l’Ecomuseo del Tevere, la torre medievale di Pretola, il sentiero delle Lavandaie e l’Antica Via del Sale permettono di esplorare luoghi della memoria che restituiscono una dimensione diversa del territorio, più intima, più identitaria. Non soltanto paesaggi da osservare, ma testimonianze della vita e del lavoro, narrate dagli stessi abitanti che per anni hanno modellato l’ambiente. Il percorso in e-bike consente di avvicinarsi a questa dimensione con un ritmo coerente con la filosofia del viaggio, fatto di soste, ascolto e scoperta.
La mattinata si conclude con un pranzo tipico umbro alla Vineria La Fraschetta, a Ponte Valleceppi, che propone un’offerta enogastronomica regionale con prodotti di alto livello. «Nel percorso di Come l’acqua per il cioccolato, la bicicletta assume un ruolo centrale, perché consente di collegare esperienze gastronomiche e culturali a una fruizione più diretta del paesaggio. In questo tour la bici diventa un mezzo di spostamento lento e sostenibile del territorio. Il cicloturismo non significa necessariamente affrontare lunghe distanze o itinerari sportivi impegnativi. Può essere anche un modo per costruire esperienze accessibili, nelle quali il movimento diventa parte della vacanza e permette di conoscere luoghi, persone e produzioni locali» aggiunge Ludovica Casellati, giornalista ideatrice del premio Green Road Award, da anni impegnata nella promozione del cicloturismo e di una diversa cultura del viaggio.
Leggi anche
Dal Tevere al Lago Trasimeno, lungo la ciclovia premiata nel 2026
Nel pomeriggio il tour si sposta verso il lago Trasimeno, a circa 30 minuti da Perugia. L’arrivo a Passignano sul Trasimeno segna il passaggio dalla dimensione urbana e fluviale a quella lacustre, con la possibilità di percorrere in bicicletta un tratto della Ciclovia del Trasimeno, riconosciuta con il Green Road Award 2026. Un percorso lungo 58,4 chilometri di uno dei patrimoni naturalistici più significativi dell’Umbria. Le sue sponde, le aree umide, i canneti e le isole compongono un ambiente nel quale la ricchezza paesaggistica si accompagna alla presenza di habitat importanti per numerose specie di uccelli e per la biodiversità locale.
Qui il turismo lento trova una delle sue espressioni più immediate. Pedalare lungo il lago significa attraversare un paesaggio aperto, nel quale l’acqua, la vegetazione e i profili delle colline costruiscono un’esperienza diversa rispetto alla visita dei centri storici. Il percorso permette di osservare il territorio senza separare la dimensione ricreativa da quella ambientale. Il valore del Trasimeno non risiede soltanto nella sua bellezza panoramica, ma anche nella possibilità di sviluppare forme di fruizione attente agli equilibri dell’ecosistema. Le escursioni in bicicletta, le passeggiate e le soste nei punti di osservazione possono contribuire a una conoscenza più consapevole del paesaggio, a condizione che la valorizzazione turistica proceda insieme alla tutela degli habitat.
L'ospitalità umbra e le ultime esperienze gastronomiche
La giornata si conclude allo storico Camping Village Punta Navaccia (aperto da marzo a ottobre) con la calda accoglienza della signora Simona Migliorati, che gestisce la struttura insieme alle sorelle Barbara e Monica, e una degustazione di prodotti tipici stagionali. Un finale che riporta il viaggio all’autenticità di questa regione e al calore dei suoi abitanti. Per chi non fosse ancora sazio di cioccolato, il Chocohotel di Perugia propone anche una cena con un menu interamente dedicato al cacao, accompagnato dal noto vino Sagrantino di Montefalco, per continuare il viaggio tra sapori e creatività.
«Il filo conduttore - conclude Rolando Fioriti, presidente di Umbria&Bike - è la possibilità di attraversare questi luoghi in modo attivo, utilizzando la bicicletta per collegare le diverse tappe e dare continuità al racconto. Il viaggio non si esaurisce nella visita a un museo o nella degustazione di un prodotto, ma si sviluppa attraverso il movimento, il contatto con il paesaggio e la scoperta delle tradizioni locali». Perugia e il Trasimeno diventano così le tappe di un racconto unitario, nel quale gastronomia e natura non sono esperienze separate, ma parti dello stesso viaggio. Un invito a scoprire l’Umbria senza fretta, lasciando che siano i sapori, le storie e il paesaggio a definire il ritmo della visita.


