CONTROLLI
Reggio Calabria, nuovo menu nelle mense: ora la prova sono i controlli continui
Dal 2 novembre le mense di Reggio Calabria adotteranno un nuovo menu con l’apporto dell’Asp locale. Dopo le anomalie nei refettori, il Comune annuncia controlli continui e un ruolo più attivo della commissione mensa
Indice
- 1Mense scolastiche a Reggio Calabria, il nuovo menù Asp
- 2Refettori regolarizzati, il ruolo dell’Asp e della ditta EP
- 3Nuovo menù scolastico, attenzione a qualità e nutrizione
- 4Commissione mensa e controlli: cosa succede adesso
- 5Mense scolastiche, qualità dei pasti e controlli nella ristorazione collettiva
Dal 2 novembre le mense scolastiche di Reggio Calabria adotteranno un nuovo menu elaborato con il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp). La revisione arriva dopo le segnalazioni sulla qualità dei pasti e le anomalie riscontrate nei refettori durante i sopralluoghi del Comune. L’amministrazione annuncia inoltre il proseguimento dei controlli e un ruolo più attivo della commissione mensa, mentre la ditta EP, società romana che gestisce il servizio, è stata coinvolta nella revisione delle proposte alimentari e nella regolarizzazione dei locali.
Mense scolastiche a Reggio Calabria, il nuovo menù Asp
Il sindaco Francesco Cannizzaro ha presentato un documento dell’Asp che, secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, attesta la regolarità dei refettori in cui gli alunni consumano i pasti. Il primo cittadino considera così risolte le criticità amministrative emerse, ma ha assicurato che il monitoraggio proseguirà. La vicenda era partita da segnalazioni di genitori e consiglieri di opposizione, seguite da visite nelle scuole.
Durante i sopralluoghi, il sindaco ha riferito di aver riscontrato diverse anomalie nell’organizzazione del servizio, pur raccogliendo anche valutazioni positive da parte degli alunni e del personale docente. Il Comune ha precisato che le verifiche amministrative non sostituiscono quelle specialistiche sulla qualità degli alimenti.
Refettori regolarizzati, il ruolo dell’Asp e della ditta EP
Cannizzaro ha ricondotto le irregolarità emerse a una situazione preesistente, spiegando che l’amministrazione ha avviato una collaborazione con l’Asp per affrontare le criticità. L’assessore all’Istruzione Filomena Iatì ha ricordato le difficoltà incontrate all’inizio dell’anno scolastico e il lavoro svolto con gli uffici comunali per sistemare i refettori e consentire alla ditta EP di presentare attraverso il Suap (sportello unicodelle attività produttive) le Scia, cioè le segnalazioni certificate di inizio attività.
La regolarità dei locali rappresenta un passaggio necessario per il servizio, ma non esaurisce il tema della sicurezza alimentare nelle mense scolastiche. Restano centrali il rispetto delle procedure igieniche, la corretta conservazione e distribuzione dei pasti e la verifica delle condizioni operative nelle singole strutture.
Nuovo menù scolastico, attenzione a qualità e nutrizione
La revisione del menu, richiesta alla ditta, è stata presentata dall’amministrazione come una risposta alle preoccupazioni delle famiglie. Il coinvolgimento dell’Asp viene indicato come garanzia tecnica del percorso, con l’obiettivo di proporre pasti coerenti con le indicazioni nutrizionali e con i principi di una dieta equilibrata, come del resto prevedono le regole in vigore presenti nei Criteri Ambientali Minimi (CAM). La presenza di un menu verificato sul piano sanitario è importante, ma la qualità della refezione scolastica richiede anche un controllo continuativo sul servizio effettivamente erogato. L’equilibrio nutrizionale deve accompagnarsi alla qualità delle materie prime, alla corretta preparazione e al gradimento degli alunni, senza trascurare eventuali criticità segnalate dalle famiglie.
Commissione mensa e controlli: cosa succede adesso
La commissione mensa, recentemente rinnovata nella presidenza, sarà chiamata a riunirsi più frequentemente per raccogliere osservazioni e segnalare eventuali problemi. Ne fanno parte rappresentanti dei docenti e dei genitori degli istituti comprensivi, insieme a figure tecniche indicate dall’Asp, tra cui un tecnologo alimentare e un medico nutrizionista. L’organismo svolge una funzione di supporto e controllo in raccordo con il settore comunale competente. L’amministrazione intende inoltre rivedere il regolamento della commissione, che presenta alcuni passaggi ritenuti contraddittori. Sul piano operativo, EP ha dato disponibilità a fornire posate monouso in caso di malfunzionamenti delle lavastoviglie. Il passaggio decisivo sarà verificare che le misure annunciate producano risultati duraturi. Per le famiglie, infatti, la regolarizzazione dei refettori e il nuovo menu sono soltanto l’inizio: la tutela degli alunni dipende dalla continuità dei controlli, dalla trasparenza sulle criticità e dalla capacità di intervenire quando il servizio non risponde agli standard richiesti. Il caso di Reggio
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Il caso di Reggio Calabria richiama alcune delle questioni centrali per la ristorazione collettiva, dalle garanzie di sicurezza alimentare alla qualità nutrizionale dei menu, fino all’efficacia dei controlli e alla responsabilità degli enti pubblici e delle aziende che gestiscono il servizio. Temi che si intrecciano con il dibattito sugli appalti pubblici, sulla necessità di coniugare qualità dei pasti e sostenibilità economica e sul ruolo delle mense scolastiche come servizio essenziale per la salute e il benessere degli alunni. Accanto alla regolarità dei refettori e al rispetto delle procedure igienico-sanitarie, diventano quindi decisivi il monitoraggio continuativo, la trasparenza verso le famiglie e la capacità di intervenire sulle criticità, in una prospettiva che riguarda l’intero sistema del cibo pubblico.

