Dietro ogni pasto servito in una scuola, in un ospedale, in una RSA o in un luogo di lavoro c’è un contratto. Quel contratto tiene insieme persone, materie prime, energia, logistica, sicurezza alimentare, investimenti e organizzazione. È da qui che occorre partire quando ragioniamo sul futuro della ristorazione collettiva, soprattutto in una fase in cui l’inflazione torna a crescere e nuove tensioni sui costi interessano le imprese.

Revisione dei prezzi negli appalti: cosa prevedono le Linee guida

Nel giugno scorso, al termine del confronto tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le amministrazioni, le stazioni appaltanti, l’Istat e le rappresentanze delle imprese, sono state pubblicate le Linee guida per la corretta applicazione della revisione ordinaria negli appalti di servizi e forniture. Tutti i contributi presentati al Tavolo hanno convenuto sul carattere operativo di queste indicazioni, pensate per tradurre una carenza di previsione normativa in clausole concretamente applicabili.

Mense, revisione prezzi: le regole ci sono, ma nei bandi non vengono applicate
Per la ristorazione collettiva, dal Tavolo al Mit viene indicato di prevedere la revisione ordinaria e quella straordinaria dei prezzi già nella progettazione della gara

Per la ristorazione collettiva viene indicato di prevedere la revisione ordinaria e quella straordinaria già nella progettazione della gara, riportando le relative previsioni nei prospetti economici e individuando gli indici di riferimento. Amministrazioni, centrali di acquisto e imprese dispongono quindi di una disposizione chiara per accompagnare il contratto durante tutta la sua esecuzione.

Gare pubbliche, la revisione ordinaria resta spesso inapplicata

A quattro mesi dalla pubblicazione delle Linee guida rileviamo con preoccupazione che è proprio nell’applicazione che il meccanismo si inceppa. Le imprese della ristorazione collettiva stanno monitorando tutte le procedure pubblicate e il quadro che emerge, per quanto disomogeneo, non è positivo. Alcune amministrazioni rilevanti, come Roma Capitale, hanno recepito correttamente le indicazioni ministeriali. In gran parte delle gare, invece, la revisione ordinaria non è prevista oppure è formulata in modo inadeguato a garantire l’equilibrio del contratto, principio che tutti i soggetti coinvolti sono tenuti ad assumere come riferimento.

Un momento della presentazione dell'appalto per le mense di Roma
Un momento della presentazione dell'appalto per le mense di Roma

Il rischio è di disperdere il risultato di oltre due anni di lavoro proprio quando lo scenario economico ne conferma ancora una volta la necessità. A settembre l’inflazione in Italia ha raggiunto il 4,2% su base annua. I prezzi degli alimentari non lavorati sono cresciuti del 5,5%, mentre nuove tensioni hanno interessato l’energia.

Inflazione, energia e salari: i costi che gravano sulla ristorazione collettiva

Per un’impresa della ristorazione collettiva questi numeri hanno conseguenze immediate. Incidono sul costo delle derrate acquistate ogni giorno, sull’energia utilizzata nelle cucine e nei centri di cottura, sui trasporti e sulla logistica. A queste voci si aggiunge il costo del lavoro, aumentato anche per il necessario adeguamento delle retribuzioni.

Al centro del dibattito anche i contratti dei lavoratori della ristorazione collettiva
Al centro del dibattito anche i contratti dei lavoratori della ristorazione collettiva

Riconoscere salari adeguati e applicare correttamente i contratti collettivi è una responsabilità precisa. Il lavoro qualificato è una condizione della qualità del servizio. Il suo costo deve quindi trovare un riconoscimento coerente anche nei meccanismi di indicizzazione dei contratti pubblici. Non è sostenibile chiedere a un’impresa di affrontare contemporaneamente aumenti salariali, rincari delle materie prime e tensioni energetiche mantenendo invariato per anni il prezzo del servizio.

Cibo Pubblico, cosa rischia la qualità se i contratti perdono equilibrio

È in gioco la natura stessa delle politiche sul Cibo Pubblico e l’effetto che sono chiamate a produrre sulla qualità, sulla sostenibilità e sul contrasto allo spreco alimentare. Quando un contratto per la ristorazione scolastica od ospedaliera perde il proprio equilibrio economico, si riducono gli spazi per gli investimenti, diventa più difficile mantenere l’organizzazione prevista, cresce il contenzioso e diminuisce l’interesse a partecipare alle nuove gare. Le conseguenze ricadono così sulla qualità del servizio e sulla sua continuità, che non può più essere garantita.

In questi mesi il Ministero e le associazioni delle imprese hanno promosso numerosi incontri con le stazioni appaltanti e con i responsabili delle procedure, per chiarire i meccanismi delle Linee guida e affrontare le difficoltà interpretative. Il confronto è stato utile. Ora deve tradursi in una prassi amministrativa coerente con le scelte che tutti insieme abbiamo contribuito a definire durante la stesura delle Linee guida, poi emanate dal MIT. Le stazioni appaltanti sono chiamate a compiere un salto culturale, oltre che amministrativo: devono tenere presenti le indicazioni ricevute e le scelte che compiono, ma anche l’efficacia e il risultato che i contratti devono garantire. Questo sforzo sarà alla base anche del nuovo assetto del Public Procurement Act e delle sue ricadute sulla dinamica dei contratti pubblici.

ANIR Confindustria chiede di riconvocare il Tavolo al Mit

Come ANIR Confindustria, riteniamo quindi necessario riconvocare il Tavolo istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la partecipazione di tutte le associazioni rappresentative del settore dei servizi e della ristorazione collettiva. Occorre prendere atto del reale stato di attuazione della revisione dei prezzi e trovare rapidamente una soluzione a un problema che ha ormai carattere di urgenza. Una clausola costruita correttamente tutela imprese e amministrazioni. Permette alle prime di formulare offerte sostenibili e alle seconde di conoscere fin dall’inizio le regole secondo le quali il contratto potrà evolvere. Rende la spesa più prevedibile, riduce l’incertezza e limita il ricorso a continue negoziazioni durante l’esecuzione. Le regole e gli strumenti tecnici ci sono. Il passaggio che manca è portarli nei bandi e nei contratti. È lì che la revisione ordinaria, così prevista, deve dimostrare la propria utilità, tutelando insieme equilibrio economico, lavoro, qualità e continuità del Cibo Pubblico.