FILIERA PUBBLICA

Emilia-Romagna, maxi spesa alimentare: gara da 107 milioni per cinque lotti
Intercent-ER apre una maxi gara da 107,25 milioni per rifornire di alimenti gli enti pubblici regionali. Cinque lotti, dai prodotti ortofrutticoli a quelli dietetici e per l'infanzia, con CAM, commercio equo e agricoltura sociale. La procedura coinvolge un mercato che arriva a 160 milioni fino al 2030 e punta a selezionare i fornitori non solo sul prezzo, ma anche su sostenibilità e criteri sociali
Oltre 107 milioni di euro di prodotti alimentari da acquistare attraverso un'unica grande procedura regionale. L'Emilia-Romagna mette sul tavolo uno degli appalti più rilevanti per la filiera che alimenta la ristorazione pubblica, spostando per una volta l'attenzione da chi gestisce le mense a chi deve rifornire di materie prime gli enti pubblici. Intercent-ER, l'Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici, ha pubblicato il 24 agosto 2026 l'appalto specifico "Derrate alimentari 6", per un importo complessivo di 107.253.845,07 euro. Le offerte potranno essere presentate fino alle 16 del 30 settembre, mentre l'apertura della documentazione amministrativa è prevista il 2 ottobre. L'aggiudicazione avverrà sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Cinque lotti per coprire l'intera dispensa pubblica
La dimensione economica non è l'unico elemento interessante. La procedura è suddivisa in cinque lotti, tutti riferiti al territorio regionale:
- prodotti alimentari;
- latticini e salumi;
- prodotti ortofrutticoli;
- bevande;
- prodotti dietetici e per l'infanzia.
Una suddivisione che mostra la dimensione industriale dell'approvvigionamento. Non si tratta quindi soltanto di acquistare pasta, carne o verdura, ma di costruire una filiera capace di soddisfare esigenze alimentari molto differenti, comprese quelle più specifiche legate alla prima infanzia e alle diete particolari.
Un sistema da 160 milioni fino al 2030
L'appalto appena pubblicato fa parte di una struttura ancora più grande. Intercent-ER ha istituito nel dicembre 2025 il Sistema dinamico di acquisizione "Derrate alimentari 6", attraverso il quale possono essere lanciate nel tempo diverse procedure specifiche. Il valore massimo stimato degli appalti che potranno essere attivati nell'intera durata del sistema è di 160 milioni di euro, Iva esclusa. La cifra deriva dalla stima dei fabbisogni degli enti dell'Emilia-Romagna che potranno aderire alle convenzioni stipulate dopo le singole procedure. La gara da 107,25 milioni assorbe dunque, da sola, circa due terzi dell'intero valore programmato.
Ed è questo che dà la misura della partita industriale che si apre per fornitori e distributori alimentari.
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Non soltanto prezzo: entrano CAM e sostenibilità
La Regione ha scelto l'offerta economicamente più vantaggiosa, anziché affidare tutto al semplice confronto sul prezzo. Il progetto recepisce espressamente i Criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione collettiva e la fornitura di derrate alimentari, stabiliti dal decreto ministeriale 65 del 10 marzo 2020. La sostenibilità entra quindi direttamente nella costruzione della fornitura.
Ma c'è anche un elemento meno scontato: Intercent-ER indica espressamente la presenza di requisiti di sostenibilità sociale, attraverso l'inserimento nella procedura di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale e dall'agricoltura sociale. Non basta quindi riuscire a consegnare grandi volumi al prezzo più competitivo. La gara prova a utilizzare il potere d'acquisto pubblico anche per orientare una parte della filiera.
Dietro ogni mensa c'è una seconda gara
La procedura permette soprattutto di guardare alla ristorazione collettiva da una prospettiva che spesso rimane nell'ombra.Quando un Comune, un'azienda sanitaria o un altro ente pubblico organizza un servizio di ristorazione, il costo non nasce soltanto dalla gestione della cucina, dal personale o dalla logistica.
A monte esiste un gigantesco mercato delle derrate alimentari. Carne, latte, formaggi, salumi, frutta, verdura, bevande e prodotti destinati alle esigenze dietetiche devono essere selezionati, acquistati, controllati e distribuiti. Ed è proprio su questa filiera che pesano in maniera diretta inflazione alimentare, oscillazioni delle materie prime, disponibilità dei prodotti e requisiti ambientali sempre più stringenti. La gara emiliano-romagnola rende visibile la dimensione economica di questo mercato: 107 milioni in una sola procedura.
Una partita anche per i fornitori, non solo per i colossi delle mense
Negli ultimi mesi l'attenzione sulla ristorazione collettiva si è concentrata soprattutto sui grandi gestori e sul progressivo consolidamento internazionale del settore. Ma la capacità competitiva di chi gestisce una mensa dipende anche dall'efficienza della catena che gli permette di procurarsi gli alimenti. La procedura Intercent-ER racconta quindi l'altra metà del mercato: non soltanto chi cucina, ma chi mette il cibo nelle cucine. E la dimensione dell'appalto rende la gara particolarmente interessante anche per capire quale spazio resterà ai fornitori specializzati rispetto ai grandi distributori capaci di lavorare contemporaneamente su più categorie e su tutto il territorio regionale. Il primo appuntamento è fissato al 30 settembre. Da quel momento sarà soprattutto l'elenco dei partecipanti e, successivamente, degli aggiudicatari dei cinque lotti a mostrare chi si sta contendendo davvero i 107 milioni della dispensa pubblica dell'Emilia-Romagna.

