FRODI OLEARIE
Sembrava extravergine, ma non lo era: in Toscana sequestrati 450 quintali
In Toscana sequestrati oltre 450 quintali di olio irregolare: 165 quintali di falso extravergine senza tracciabilità e altri 300 di olio estero classificato come vergine anziché extravergine
Indice
- 1Olio extravergine falso: sequestrati 165 quintali senza tracciabilità
- 2Altri 300 quintali di olio non extravergine bloccati prima dell'esportazione
- 3Analisi ICQRF: l'olio sequestrato era vergine e non extravergine
- 4Controlli sull'olio, il ministro Lollobrigida: tutela dei consumatori e dei produttori
- 5Frodi nell'olio extravergine: perché la tracciabilità è fondamentale
Oltre 450 quintali di olio irregolare sequestrati in Toscana nel giro di pochi giorni. È il risultato di due operazioni condotte dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) nell’ultima settimana di ottobre, nell’ambito dei controlli contro le frodi nel settore oleario. Nel mirino prodotti privi dei requisiti previsti o commercializzati con una classificazione merceologica non corrispondente alle loro effettive caratteristiche.
Le operazioni hanno permesso di individuare due distinte irregolarità: da una parte, olio ottenuto da scarti di lavorazione e senza un'adeguata tracciabilità, presentato come extravergine; dall'altra, una partita di olio di origine estera dichiarata impropriamente come extravergine e destinata ai mercati fuori dall'Unione europea.
Olio extravergine falso: sequestrati 165 quintali senza tracciabilità
Il primo intervento ha portato al sequestro di 165 quintali di falso olio extravergine di oliva, risultato privo di tracciabilità e ottenuto da scarti di lavorazione. Si tratta di una violazione particolarmente rilevante, perché riguarda uno degli elementi essenziali per la regolarità della filiera olearia: la possibilità di ricostruire l'origine delle materie prime, la provenienza del prodotto e tutti i passaggi della sua commercializzazione.
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La tracciabilità rappresenta uno degli strumenti principali per prevenire le frodi nel comparto oleario. Proprio in questa direzione si muove anche il nuovo documento di accompagnamento elettronico per olive e olio, pensato per rendere più tempestivo il monitoraggio delle movimentazioni e rafforzare i controlli lungo la filiera. Per approfondire, come funziona il nuovo sistema digitale di tracciabilità dell'olio
Altri 300 quintali di olio non extravergine bloccati prima dell'esportazione
A pochi giorni dal primo sequestro, una seconda operazione ha consentito di bloccare circa 300 quintali di olio di origine estera, già destinati all'esportazione verso Paesi extra UE. Anche in questo caso, il prodotto era stato dichiarato come olio extravergine di oliva, ma le verifiche hanno evidenziato una classificazione non corrispondente alle sue effettive caratteristiche.
L'intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra ICQRF e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che ha consentito di intercettare la partita prima della sua uscita dal territorio comunitario.
Analisi ICQRF: l'olio sequestrato era vergine e non extravergine
Un ruolo determinante è stato svolto dal Laboratorio ICQRF di Perugia, incaricato degli accertamenti analitici sul prodotto. Le prove effettuate hanno evidenziato la non conformità alla categoria dichiarata: l'olio non ha superato il test organolettico ed è stato classificato come olio vergine di oliva, anziché extravergine.
La distinzione tra olio vergine ed extravergine è fondamentale anche per chi acquista. Non si tratta di denominazioni intercambiabili: la categoria deve corrispondere alle caratteristiche effettive del prodotto. Un tema già affrontato anche nell'approfondimento di Italia a Tavola su come riconoscere l'olio vergine venduto come extravergine.
Controlli sull'olio, il ministro Lollobrigida: tutela dei consumatori e dei produttori
Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l'importanza del sistema di vigilanza dell'ICQRF, basato sull'integrazione tra ispezioni, verifiche documentali, controlli sulla tracciabilità e analisi di laboratorio.
Secondo il ministro, i risultati delle operazioni dimostrano l'efficacia di un'attività di controllo che punta a individuare le irregolarità prima che i prodotti raggiungano il mercato. L'obiettivo è anche quello di scoraggiare chi tenta di commercializzare come extravergine un olio appartenente a una categoria inferiore. «Chi tenta di commercializzare come extravergine un olio che non lo è deve sapere che i controlli sono costanti, mirati e rigorosi», ha dichiarato Lollobrigida.
Il ministro ha inoltre richiamato la necessità di proteggere il valore economico e qualitativo dell'olio italiano, tutelando sia i consumatori sia le aziende che rispettano le regole. La corretta classificazione dei prodotti e la trasparenza della filiera, ha evidenziato, sono condizioni essenziali per preservare la reputazione di una delle principali eccellenze agroalimentari nazionali.
Frodi nell'olio extravergine: perché la tracciabilità è fondamentale
I due sequestri in Toscana riportano l'attenzione su un problema che coinvolge l'intera filiera olearia: la commercializzazione di prodotti con caratteristiche diverse da quelle dichiarate. Un fenomeno che può compromettere la fiducia dei consumatori, penalizzare i produttori corretti e alterare la concorrenza sul mercato.
Accanto ai controlli ufficiali, anche la consapevolezza di chi acquista può contribuire a contrastare le pratiche scorrette. Leggere attentamente le informazioni riportate in etichetta, verificare l'origine e conoscere le caratteristiche di un prodotto di qualità sono alcuni dei consigli contenuti nella guida di Italia a Tavola su come scegliere l'olio extravergine ed evitare gli inganni.

