A Parigi ha ufficialmente aperto il “tempio della schiacciata”. A pochi passi dal Moulin Rouge, infatti, All’Antico Vinaio ha inaugurato il suo secondo locale nella capitale francese, questa volta occupando un intero palazzo al civico 2 di Rue Lepic, ai piedi della collina di Montmartre. L'apertura, avvenuta l'8 ottobre, segna un nuovo grande traguardo per il marchio fondato da Tommaso Mazzanti, che ha scelto proprio questo indirizzo per realizzare il suo punto vendita più grande al mondo: un flagship di ben 500 metri quadrati distribuiti su quattro piani. Un'apertura che, ricordiamo, si aggiunge alle tante insegne italiane arrivate negli ultimi anni a Parigi, dove la nostra cucina conta già oltre mille ristoranti, e che si inserisce in un periodo favorevole per l'enogastronomia italiana in Francia, come dimostra anche la crescita del Prosecco nella patria dello Champagne. Per Mazzanti, però, la novità più importante è proprio la dimensione del nuovo locale, pensato per riunire sotto lo stesso tetto tutte le fasi della preparazione delle sue schiacciate.

Tommaso Mazzanti fuori dal nuovo All'Antico Vinaio di Parigi
Il nuovo All'Antico Vinaio di Parigi si trova a due passi dal Moulin Rouge

All'Antico Vinaio a Parigi: quattro piani dedicati alla schiacciata

L'idea è quella di riproporre l'atmosfera della storica bottega di via de' Neri a Firenze, ma con spazi decisamente più ampi e tutte le lavorazioni, come detto, concentrate nello stesso edificio. Si parte dal laboratorio di panificazione, dove le schiacciate vengono preparate ogni giorno, per poi passare alla bottega con il grande bancone a vista, dedicato alla farcitura e alla vendita. Salendo si trova invece la sala con servizio al tavolo, pensata per chi preferisce fermarsi a mangiare con calma, mentre l'ultimo livello ospita la cucina, dove vengono realizzate le preparazioni utilizzate nelle ricette, dalle creme di pecorino e Parmigiano a quella di patate. Grazie alla facciata vetrata, inoltre, anche chi passa per strada può osservare parte delle lavorazioni.

All'inaugurazione era presente, naturalmente, lo stesso Tommaso Mazzanti, che per l'occasione ha ripercorso la storia di All'Antico Vinaio: «Pensare che sono partito insieme ai miei genitori in appena 18 metri quadratie che oggi posso annunciare di aver preso un intero palazzo a Parigi, solo a dirlo mi vengono i brividi. È il coronamento di un percorso unico e meraviglioso, proprio come la nostra storia - ha confessato un emozionato Mazzanti. Un vero e proprio tempio della schiacciata. Stiamo realizzando qualcosa di straordinario, che dimostra quanto una visione, accompagnata da lavoro, coraggio, perseveranza e sacrificio, possa diventare realtà. La nostra è davvero una meravigliosa storia italiana e, davanti a un traguardo come questo, faccio ancora fatica a trovare le parole» ha poi concluso il ceo.

All'Antico Vinaio fa le cose in grande a Parigi: apre il “tempio della schiacciata”
Il taglio del nastro del ceo Tommaso Mazzanti

Del resto, i numeri raggiunti dal marchio toscano danno la misura del percorso compiuto dalla piccola bottega fiorentina fino a oggi. All’Antico Vinaio conta infatti 63 locali nel mondo e quasi mille dipendenti e collaboratori, con una presenza che negli anni si è allargata ben oltre i confini italiani, arrivando anche negli Stati Uniti, in città importantissime come New York e Los Angeles. L'espansione ha interessato anche diverse destinazioni europee, tra cui Londra e proprio Parigi, dove il nuovo flagship di Rue Lepic è, come anticipato, il secondo indirizzo del marchio dopo quello di Rue des Petits Carreaux, nel secondo arrondissement.

Parigi, oltre mille ristoranti italiani: le nuove aperture di marchi e chef

E a proposito di Parigi, quella di All'Antico Vinaio è soltanto l'ultima di una serie di aperture italiane che negli ultimi anni hanno interessato la capitale francese, dove la nostra cucina gode già di una presenza importante. Secondo i dati diffusi dal Comune di Parigi nel dicembre 2024, infatti, i ristoranti che proponevano specialità italiane erano già ben 1.020, su oltre 6mila ristoranti tradizionali presenti in città. Un numero che collocava la gastronomia italiana al secondo posto per diffusione, dietro soltanto a quella francese, con 1.876 locali, e davanti a tutte le altre cucine straniere. Una presenza alla quale si sono aggiunte, più di recente, anche nuove insegne arrivate direttamente dall'Italia, come, per esempio, l'Antica Pizzeria Da Michele, che nel settembre 2025 ha inaugurato il suo primo locale francese nei pressi della Bastiglia, e Sant Ambroeus, storico marchio milanese che a dicembre dello stesso anno ha aperto a Saint-Germain-des-Prés.

All'Antico Vinaio fa le cose in grande a Parigi: apre il “tempio della schiacciata”
A Parigi ci sono oltre mille ristoranti italiani,. Tra le recenti aperture anche l'Antica Pizzeria Da Michele

Ma le novità non riguardano soltanto i grandi marchi della ristorazione. Anche diversi chef italiani hanno scelto Parigi per avviare o sviluppare i propri progetti, a partire da Eugenio Anfuso e Cecilia Spurio, che nel 2024 hanno aperto Amâlia, un ristorante gastronomico nell'undicesimo arrondissement. Più recente è invece il nuovo capitolo di Martino Ruggieri, chef pugliese che nel dicembre 2025 ha trasferito la sua Maison Ruggieri all'interno del Palais-Royal, dopo aver conquistato due stelle Michelin nella precedente sede parigina. A questi si aggiunge Denny Imbroisi, cuoco calabrese già attivo da anni nella capitale, che nel 2025 ha rilevato Ischia, il ristorante precedentemente gestito da Cyril Lignac nel quindicesimo arrondissement. Esperienze differenti, che vanno dalle insegne più popolari all'alta cucina e raccontano la varietà delle attività italiane presenti nella ristorazione parigina.

Anche il Prosecco conquista la Francia, nella patria dello Champagne

E se la cucina italiana continua a guadagnare spazio nella capitale dell'alta gastronomia, anche il vino del Bel Paese sta ottenendo risultati importanti proprio nella patria dello Champagne. È il caso del Prosecco, che sta crescendo nel mercato francese, soprattutto nei consumi fuori casa. Secondo un'indagine di Gira Foodservice per FranceAgriMer e Cniv, nel 2025 i volumi acquistati da bar e ristoranti francesi sono aumentati del 22,6% rispetto all'anno precedente, a fronte di un calo del 5,5% dello Champagne.

All'Antico Vinaio fa le cose in grande a Parigi: apre il “tempio della schiacciata”
Il Prosecco sta conquistando sempre più terreno nella patria dello Champagne: +22,6% nei consumi fuori casa nel 2025

Un risultato ancora più significativo se si guarda al periodo precedente alla pandemia, con il Prosecco che ha registrato una crescita del 175% rispetto al 2019. Numeri che, sia chiaro, riguardano l'intera Francia, e non soltanto Parigi, ma che confermano una tendenza interessante: la cucina italiana trova sempre più spazio nella capitale dell'alta gastronomia, così come, appunto, il Prosecco continua a guadagnare terreno proprio nella patria dello Champagne.