CENA DA VITTORIO

I 250 anni di Louis Roederer: dalla corte dello Zar alle sfide dello Champagne moderno
Louis Roederer ha festeggiato 250 anni di storia e 150 del Cristal nella cornice di Da Vittorio: una cena evento a Brusaporto (Bg) nel segno dell'alta accoglienza, della passione familiare e della viticoltura di precisione. Tra la degustazione delle cuvée guidata da Jean-Baptiste Lecaillon e le sfide del settore secondo Leonardo Sagna, quarta generazione di Sagna Spa
Indice
- 1Il valore dell'eredità e la visione di lungo periodo: le parole di Sagna
- 2I vini della serata: la degustazione guidata da Jean-Baptiste Lecaillon
- 3Cristal 2018
- 4Cristal Rosé 2015
- 5Cristal Late Release 2008
- 6Cristal Late Release Rosé 2008
- 7Cristal Vinothèque 1995
- 8Cristal Vinothèque Rosé 2002
- 9Il menu della serata: la cucina dei Cerea e i grandi classici di casa
- 10Un'eredità proiettata nel futuro
Ci sono compleanni che segnano la storia dell’enologia mondiale. Festeggiare i 250 anni della Maison Louis Roederer e i 150 anni della sua cuvée simbolo, il Cristal, significa celebrare un quarto di secolo di viticoltura di precisione, visione familiare e ricerca costante dell'eccellenza. Per fare le cose in grande, la cornice non poteva che essere all'altezza dell'occasione: il ristorante Da Vittorio a Brusaporto (Bg), tre stelle Michelin e simbolo dell'alta accoglienza della famiglia Cerea, giunto proprio quest'anno al traguardo dei suoi sessant'anni di storia.
L'evento ha riunito i vertici della Maison Roederer e della azienda di distribuzione italiana Sagna Spa. A fare gli onori di casa per Louis Roederer c'erano il Ceo Frédéric Rouzaud e lo storico Chef de Cave Jean-Baptiste Lecaillon, mente e braccio dell'evoluzione agronomica e stilistica della cantina di Reims. A rappresentare Sagna Spa, che da decenni gestisce in esclusiva per l'Italia l'importazione della Maison, Leonardo e Carlo Alberto Sagna.
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Il valore dell'eredità e la visione di lungo periodo: le parole di Sagna
Il legame tra Reims e l'Italia in questo caso è animato da una collaborazione storica, fondata su principi solidi e su una concezione identitaria del fare impresa. Celebrare due secoli e mezzo di storia di Louis Roederer e il secolo e mezzo della sua cuvée simbolo significa prima di tutto raccontare un modello di business che rifiuta la frenesia del breve termine per abbracciare la continuità generazionale.
Come sottolinea Leonardo Sagna, quarta generazione della storica società di distribuzione, per trasmettere un messaggio efficace è indispensabile che tutti gli anelli della filiera condividano la stessa visione. La scelta di una location come Da Vittorio nasce proprio dalla comune impronta familiare: «Siamo tre realtà a conduzione familiare e per noi questo valore è fondamentale. Lavoriamo volentieri con chi condivide una visione a lungo termine, senza inseguire il massimo profitto immediato ma costruendo qualcosa di solido per le generazioni successive».
È proprio questo approccio che consente di compiere scelte strategiche complesse e lungimiranti. L'investimento di Roederer nel biologico, avviato nel 2000, ne è l'esempio più lampante: «Una scelta visionaria che la rende oggi il più grande produttore di Champagne con vigneti propri condotti in biologico», spiega Sagna. «Metterci la faccia come aziende familiari spinge ad applicarsi al massimo per offrire qualità e affidabilità: è questo il fil rouge tra la Maison, Sagna e i Cerea». Nel corso dei suoi 150 anni, anche la percezione del Cristal è profondamente cambiata.
Nato nel 1876 su richiesta dello Zar Alessandro II come cuvée riservata ai momenti più intimi della corte russa, il Cristal si è poi aperto al mercato globale. Oggi è evoluto mantenendo intatta la sua eleganza e raffinatezza, ma rivelando una potenza e un potenziale di invecchiamento pluri decennale. Nell'alta ristorazione, che rimane il canale principale di consumo, il cliente è sempre più consapevole e informato, e cerca nel calice un vino capace di dialogare con la grande cucina. «C'è molta più cultura diffusa rispetto al passato e trasparenza nelle informazioni», osserva Sagna. «Molti dettagli di vigna e cantina che vent'anni fa venivano custoditi come “segreti delle Maison” oggi vengono comunicati apertamente: avere accesso ai dettagli tecnici permette di comprendere il prodotto, stimolando la curiosità e il desiderio di degustarlo».
Anche guardando al futuro, secondo Sagna, la prospettiva resta positiva: «La Champagne si trova nel nord Europa e finora ha accusato meno gli impatti del riscaldamento globale, al punto che negli ultimi anni la frequenza di grandi annate è persino aumentata. I terroir migliori, con sottosuoli calcarei capaci di conservare riserve idriche, consentono alla vite di maturare in salute. La vite è una pianta resiliente e si adatta: il nostro compito è valorizzare le piante che reagiscono meglio».
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I vini della serata: la degustazione guidata da Jean-Baptiste Lecaillon
La degustazione dei calici della Maison è stata guidata dallo Chef de Cave Jean-Baptiste Lecaillon, che ha spiegato con grande chiarezza come la natura del terreno e la cura artigianale trasformino l'uva in vere e proprie icone enologiche. La serata si è aperta con un aperitivo a base di bollicine del Collection 246, l'ingresso ideale per entrare nello spirito della Maison: freschezza, profondità e quella precisione stilistica che ha preceduto i grandi millesimati della cena. Un avvio informale prima di sedersi al tavolo per un percorso enogastronomico pensato per valorizzare le diverse sfaccettature della cuvée Roederer.
Cristal 2018
In un anno particolarmente caldo e solare, Roederer ha scelto di utilizzare le vigne più vecchie della tenuta (con un'età media di 57 anni) perché le loro radici profonde nel gesso riescono a estrarre freschezza e mineralità spontanee. Lecaillon lo definisce «il bambino del gesso» e la «ballerina» della Maison: un vino agile, raffinato ed elegante, dove la sensazione di freschezza al palato non deriva da un'acidità pungente, ma da una piacevole nota sapida e quasi salina.
(57% Pinot Noir, 43% Chardonnay | Dosaggio 7 g/l | 100% Bio da 57 parcelle)
Cristal Rosé 2015
Invece di aggiungere semplicemente un po' di vino rosso allo Champagne bianco, qui le uve rosse e bianche vengono infuse e fatte fermentare insieme fin dal principio. Questo processo evita sfumature aggressive e regala un vino dai profumi delicati di petali di rosa, avvolgente ma leggero al palato. Come osserva Lecaillon: «Senti tutta la ricchezza del sole di quell'annata, ma in bocca resta fresco, delicato e armonioso».
(56% Pinot Noir, 44% Chardonnay | Dosaggio 7 g/l | 15% vinificazione in legno)
Cristal Late Release 2008
Prodotto riprendendo un'antica tecnica di cantina che prevede di muovere delicatamente le bottiglie durante il lungo riposo sui lieviti per dare più cremosità al vino, questo Cristal ha riposato per dodici anni in cantina. Il risultato è un sorso ricco e profondo, con note sfiziose di nocciola e pasticceria che si sposano con una spinta fresca e vibrante. «È il momento in cui il vino raggiunge la sua finestra di perfetta bellezza», commenta lo Chef de Cave.
(60% Pinot Noir, 40% Chardonnay | Dosaggio 8 g/l | 12 anni di affinamento sui lieviti)
Cristal Late Release Rosé 2008
Un Rosé prezioso, lavorato in cantina proteggendo l'uva con il freddo per mantenere intatti tutti i profumi primari dell'uva appena raccolta. Ne nasce una bollicina tridimensionale e gastronomica, dove la nota salina si unisce a tocchi piacevolmente affumicati e a una grande ricchezza di sapore. Per Lecaillon rappresenta «il punto di arrivo di un lavoro maniacale sulla purezza del frutto».
(56% Pinot Noir, 44% Chardonnay | Dosaggio 8 g/l | 12 anni sui lieviti)
Cristal Vinothèque 1995
È la cuvée con cui è nato il progetto Vinothèque (una selezione esclusiva di cuvée lasciate riposare fino a vent'anni nelle cantine di Reims). L'esempio perfetto di come un grande Champagne possa sfidare il tempo. Il lunghissimo riposo nelle cantine della Maison ha trasformato l'energia iniziale del vino in una tessitura cremosa e vellutata, ricca di sfumature di miele, frutta secca e pane tostato, dimostrando come il gesso di Reims sappia custodire la vitalità del calice per decenni.
(57% Pinot Noir, 43% Chardonnay | Dosaggio 8 g/l | La primissima annata prodotta della linea Vinothèque)
Cristal Vinothèque Rosé 2002
Dopo oltre vent'anni di attesa, il vino rivela una complessità affascinante: ricordi di frutta matura, agrumi canditi e dolci spezie, sorretti da una spinta fresca e salina che rende il sorso vivo, dinamico e lunghissimo.
(56% Pinot Noir, 44% Chardonnay | Dosaggio 8 g/l | 11 anni sui lieviti, 4 anni di riposo in bottiglia dopo la sboccatura)
Il menu della serata: la cucina dei Cerea e i grandi classici di casa
Per una serata così speciale, la famiglia Cerea ha messo in campo tutta la sua classe e l'inconfondibile arte dell'accoglienza, creando piatti capaci di sposarsi perfettamente con l'eleganza degli Champagne Roederer. Il menu si è aperto con il Merluzzo con uova, trombette e porcini, un inizio morbido e dai sapori autunnali. A seguire, la Coda di scampo con emulsione di erbe, zuppa di patate e cozze, dove il gusto del mare si è unito molto bene con la cremosità della patata, perfetto per accompagnare la struttura delle bollicine.
Con il Risotto porri e ostriche glassate, i Cerea hanno spinto su sapidità e dolcezza vegetale, prima di passare al "Raviolo della nonna" con tartufo nero e salsa di carne affumicata. A sorpresa, fuori carta ma immancabile per celebrare la festa, è arrivato il rituale per eccellenza di Brusaporto: i leggendari Paccheri alla Vittorio, mantecati e serviti in sala direttamente da Chicco Cerea tra il divertimento dei commensali e l'immancabile bavagliola.
La parte salata si è poi conclusa con il Petto di pernice all'uva, raffinato ed equilibrato dalle note dolci della frutta. Il finale dolce ha regalato un altro fuori menu: dopo il dessert a base di Fichi, mais e spezie, in sala ha fatto la sua comparsa La Gioconda, non il celebre dipinto di Leonardo, ma il lievitato iconico di casa Cerea, prima di chiudere in bellezza con la consueta piccola pasticceria servita sulla ruota panoramica in miniatura.
Un'eredità proiettata nel futuro
Insomma, una serata per dimostrare come le grandi icone del vino mondiale non vivano di sola memoria, ma di una continua spinta verso l'innovazione e l'adattamento. Festeggiare i 250 anni di Louis Roederer e i 150 del Cristal in un tempio della ristorazione italiana insieme alla famiglia Cerea e alla famiglia Sagna non è stato semplicemente un omaggio al passato, ma la conferma di un patto fondato su valori comuni: la visione generazionale, il rispetto del territorio e la ricerca “ossessiva della qualità”.
Tra vini capaci di sfidare i decenni e la consueta, impeccabile teatralità della sala di Brusaporto, il messaggio che resta è chiaro: il futuro dei grandi vini e dell'alta accoglienza appartiene a chi sa custodire le proprie radici rinnovandosi ogni giorno.


